Due quadri di Claude Monet, rimasti lontani dagli occhi del pubblico per oltre un secolo, tornano sul mercato in una rara apparizione all’asta parigina.
Come sono riemersi i quadri perduti di Monet?
In primavera del 1883 Claude Monet si trasferì a Giverny, il villaggio rurale dove avrebbe vissuto gli ultimi quarant’anni. Qui approfondì il dialogo con la Senna, lavorando su una barca-atelier che gli permetteva una pittura en plein air estremamente mobile e libera.
Tra i primi soggetti ricorrenti vi furono le isole boscose al centro del fiume, di fronte a Giverny. Monet le dipinse più volte, con masse di verde screziato che emergono dalle acque immobili. Una di queste vedute fluviali ricompare ora da Sotheby’s Paris, ad aprile, dopo essere rimasta in una collezione privata per 115 anni.
Si tratta di Les Îles de Port-Villez (1883), opera finora nota solo attraverso una fotografia in bianco e nero degli anni Cinquanta. Il dipinto mostra un paesaggio fluviale intatto, privo di figure umane, dove l’occhio coglie immediatamente la rapidità del gesto pittorico eseguito dalla barca.
Cosa rende speciale Les Îles de Port-Villez?
Il fulcro della composizione è l’isola alberata e il suo riflesso, costruiti da Monet con pennellate ampie e dinamiche, nei toni dei verdi e dei blu. Il cielo, sfumato e leggero, appare quasi un elemento secondario rispetto alla massa vegetale centrale.
«Monet è come un esploratore che arriva in un nuovo mondo e usa la barca per essere il più libero possibile», osserva Thomas Bompard, co-responsabile dell’arte moderna e contemporanea di Sotheby’s Paris. Secondo il curatore, il pittore sceglie consapevolmente quale porzione di paesaggio rappresentare, sottraendosi a codici impressionisti precostituiti.
In questa tela, continua Bompard, emergono in nuce i tratti che anticipano l’ossessione finale di Monet per le ninfee: colore denso, tecnica energica, intensità dello sguardo sull’acqua. L’opera è stimata tra 3 e 5 milioni di euro (3,5-5,8 milioni di dollari), e fu esposta l’ultima volta agli inizi del Novecento nella galleria di Paul Durand-Ruel sulla Fifth Avenue.
Qual è la storia collezionistica e il valore di mercato?
Durand-Ruel fu tra i primi e più tenaci sostenitori di Monet. Arrivò perfino a prestargli 20.000 franchi (circa 130.000 dollari attuali) per acquistare, nel 1890, la casa a due piani di Giverny destinata a diventare il suo celebre rifugio creativo. Da allora il dipinto entrò in una raccolta privata, dove è rimasto fino a oggi.
Dopo che, a gennaio, la notizia dell’affidamento all’asta di Les Îles de Port-Villez ha iniziato a circolare tra i collezionisti francesi, è emersa un’altra tela di Monet di lunga permanenza in mani private. Anche questa sarà proposta nella Modern and Contemporary Sale di Sotheby’s del 16 aprile.
Che cosa rappresenta Vétueil, Effet du Matin?
Il secondo quadro è Vétueil, Effet du Matin (1901), una veduta quasi puntinista di una valle ben nota al pittore. L’opera raffigura il villaggio di Vétheuil visto dall’altra sponda della Senna e presenta una stima tra 6 e 8 milioni di euro (6,9-9,2 milioni di dollari).
Secondo Bompard, i due dipinti costituiscono il nucleo più prezioso di opere di Monet apparso sul mercato francese dal 2001. Inoltre consentono un confronto diretto tra due fasi molto diverse del suo percorso, distanti 18 anni e un’ampia ansa del fiume.
Nel 1901, infatti, la situazione del pittore era radicalmente cambiata. Monet era ormai celebre e stabile economicamente. Anche i mezzi di spostamento si erano evoluti: abbandonata la barca-atelier, viaggiava in automobile con autista, una Panhard & Levassor, allora tra i modelli più veloci su quattro ruote.
Come cambia il paesaggio di Monet tra Ottocento e Novecento?
L’auto gli consentì di ampliare lo sguardo sul territorio, ma anche di sfuggire all’afa dell’estate 1901, trasferendosi a Lavacourt. Qui affittò una casa affacciata sulla Senna, in posizione rialzata, dalla quale dipinse la scena fluviale di Vétheuil per tutta la stagione.
Rispetto alle vedute di Port-Villez degli anni Ottanta, le composizioni di questo periodo sono più ampie. Monet include variazioni di cielo, toni dei campi coltivati e, come sempre, gli effetti mutevoli della luce sull’acqua. In Vétueil si colgono anche dettagli minuti, come i remi del barcaiolo o i giardini degli abitanti.
A Lavacourt l’artista abbandona l’esecuzione alla prima, tipica di Les Îles de Port-Villez. Lavora invece su più tele in parallelo, modificandole a seconda della luce e dell’umore. Vétueil, Effet du Matin è la seconda di una serie di 15 dipinti dedicati al medesimo soggetto.
Qual è il giudizio critico su questa serie?
Bompard descrive la sequenza come un vero esercizio pittorico, in cui le ultime versioni risultano più profonde e ricche, ma meno precise. La tela proposta da Sotheby’s gli appare come il punto di equilibrio tra resa atmosferica e definizione del dettaglio, qualità che la rendono particolarmente appetibile ai collezionisti internazionali.
Per approfondire la produzione di Monet in questi anni, restano fondamentali le risorse del Musée de l’Orangerie e gli studi catalografici dell’Metropolitan Museum of Art, che documentano l’evoluzione del suo linguaggio visivo.
Come si collocano queste opere rispetto ai record d’asta di Monet?
Il record assoluto per un dipinto di Monet in asta è di 111 milioni di dollari, pagati nel 2019 da Sotheby’s New York per il covone Meules (1890). Un altro covone dello stesso anno era stato venduto da Christie’s New York nel 2016 per 81,4 milioni di dollari.
Le celebri tele tarde con le ninfee occupano cinque dei dieci primi posti tra le aggiudicazioni di Monet. Tra queste, Nymphéas en fleur (1914-1917) ha raggiunto 84,5 milioni di dollari da Christie’s New York nel 2018, confermando la forza del segmento più tardo della sua produzione.
Le vedute di Port-Villez degli anni Ottanta sono invece assai rare sul mercato, poiché in gran parte custodite nei musei. In questo contesto, le due opere che riemergono ora in Francia assumono un peso particolare per chi segue il mercato internazionale dell’arte impressionista.
Che prospettive ha la vendita parigina?
I passaggi in asta dei dipinti di Vétheuil offrono qualche indicazione. Nel 2025 un quadro con lo stesso soggetto è stato venduto da Christie’s New York per 3,2 milioni di dollari, superando una stima bassa di 1,8 milioni. In confronto, le valutazioni di Sotheby’s a Parigi suggeriscono aspettative sensibilmente più elevate per l’appuntamento di aprile.
Secondo Bompard, la combinazione tra stato di conservazione impeccabile, lunga assenza dal mercato e qualità pittorica rende queste opere un’occasione eccezionale. Come ricorda il curatore, «per un collezionista poter competere per un grande Monet in perfette condizioni e invisibile da un secolo è qualcosa che quasi non esiste più».
Nel complesso, la doppia apparizione di Les Îles de Port-Villez e Vétueil, Effet du Matin conferma quanto la domanda per i capolavori impressionisti di provenienza storica resti solida, e offre al mercato francese un raro momento di centralità.
Immagine: Claude Monet, Les Îles de Port-Villez (c. 1883). Photo courtesy Sotheby’s Paris.

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin.
Precedentemente è stata un’autrice di diversi magazine crypto all’estero e CMO di Eidoo. Oggi è anche co-founder e direttrice di Econique e della rivista Cryptonomist. E’ stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes.
Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro “NFT: la guida completa’” edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamati The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.



