La scoperta di alcuni lavori contraffatti su note piattaforme di e-commerce solleva nuovi interrogativi sulla sicurezza degli acquisti digitali. Una recente indagine giornalistica getta luce sulle sofisticate tecniche di raggiro che colpiscono i collezionisti interessati ad artisti storici ma di nicchia.
Il caso è iniziato quando un utente ha segnalato il link del negozio eBay dantegallery. Sulla piattaforma comparivano due disegni su carta attribuiti a famosi esponenti dei Chicago Imagists, Jim Nutt e Christina Ramberg (1946-95). Le opere erano offerte a 499 dollari ciascuna, comprensive di cornice. Questa cifra rappresenta una frazione minuscola del loro reale valore di mercato. Le offerte d’asta partivano da soli 99 dollari.
| Dettaglio dei lotti su eBay | Attribuito a Jim Nutt | Attribuito a Christina Ramberg |
| Prezzo fisso | 499 dollari | 499 dollari |
| Offerta iniziale d’asta | 99 dollari | 99 dollari |
| Finta etichetta di galleria | Jean Albano Gallery | Phyllis Kind Gallery |
Tuttavia, le prime verifiche condotte dagli esperti hanno sollevato forti perplessità sulla loro autenticità. Sul retro dei quadri erano presenti le etichette delle rispettive gallerie di provenienza, Phyllis Kind Gallery e Jean Albano Gallery. Contattata in merito, la storica gallerista Karen Lennox ha subito dichiarato che il lavoro firmato Nutt fosse un’imitazione. L’artista stesso, oggi ottantasettenne, ha confermato via email di non aver mai realizzato quel disegno.
Cosa rivelano gli esperti sulle opere d’arte false?
I collezionisti digitali si trovano sempre più spesso di fronte alla minaccia di acquistare opere d’arte false, specialmente quando si tratta di autori di nicchia. Per fare chiarezza, i disegni sono stati portati nella galleria di David Nolan a New York. L’esperto ha notato immediatamente l’assenza di sicurezza e di potenza nel tratto grafico delle opere. Secondo Nolan, i tratti non mostrano alcuna fiducia o mistero tipici degli originali.
Inoltre, l’analisi delle etichette ha rivelato ulteriori anomalie strutturali importanti. L’etichetta attribuisce il disegno a una nota galleria di Chicago che espone anche Gladys Nilsson, moglie di Nutt. Questo dettaglio serviva chiaramente a dare credibilità alla vendita sul web. Riguardo al lavoro di Ramberg, Nolan ha precisato che la pittrice non firmava quasi mai le sue creazioni. Anche le dimensioni insolite del foglio sollevano forti perplessità.
L’indagine dietro al venditore online dantegallery
Nel complesso, la descrizione del negozio escludeva ogni garanzia legale per gli acquirenti. La scheda specificava che la vendita avveniva senza documentazione ufficiale o verifiche di esperti. Il catalogo di dantegallery vantava oltre 100 pezzi di artisti celebri come Keith Haring, Andy Warhol, Helen Frankenthaler e Fritz Scholder. Erano inclusi anche esponenti dell’Art Brut come Thornton Dial, Minnie Evans, Lee Godie, Sister Gertrude Morgan e Ray Yoshida.
La pagina mostrava un punteggio di feedback positivo pari al 97,7%. Detto ciò, non mancavano recensioni negative che segnalavano la presenza di opere d’arte false sulla piattaforma. Questa discrepanza ha spinto i giornalisti a rintracciare il mittente della spedizione FedEx fino a Walton, nello stato di New York. L’abitazione indicata a nome di Katarzyna Ozimek è risultata deserta, costringendo i reporter a lasciare solo un messaggio scritto.
La venditrice ha successivamente risposto con una mail anonima da un indirizzo AOL. Nel messaggio minimizzava la notizia, affermando di proporre solo opere realizzate nello stile degli autori. Poco dopo, l’intero negozio online è svanito. Inoltre, una recente inchiesta federale ha incriminato due cittadini polacchi residenti nel New Jersey. Il padre Erwin Bankowski e la figlia Karolina Bankowska hanno patteggiato per aver venduto circa 200 pezzi contraffatti. La truffa ha fruttato oltre 2 milioni di dollari.
Come difendersi dai rischi del mercato dell’arte digitale?
I due episodi dimostrano la facilità con cui i falsi d’arte possano circolare a livello globale grazie alla rete. In contrasto con i canali fisici controllati, il mercato digitale offre ai truffatori ampie praterie per colpire gli acquirenti meno esperti. I falsari tendono a evitare artisti famosi come Picasso, concentrandosi invece su figure meno note ma storicamente rilevanti per eludere i controlli.
Nel complesso, l’espansione delle transazioni online richiede una cautela senza precedenti prima di ogni transizione finanziaria. Senza certificati di autenticità solidi o perizie firmate, l’acquisto a prezzi stracciati si rivela quasi sempre un azzardo rischioso per i collezionisti.

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin.
Precedentemente è stata un’autrice di diversi magazine crypto all’estero e CMO di Eidoo. Oggi è anche co-founder e direttrice di Econique e della rivista Cryptonomist. E’ stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes.
Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro “NFT: la guida completa’” edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamati The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.


