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Mostra collettiva alla Biennale di Venezia 2026: sei artisti in dialogo

Contart Gallery Venice torna nella città lagunare con la sua seconda mostra collettiva, in programma dal 17 al 30 settembre 2026 negli spazi della Fondazione Marta Czok, a pochi passi da Campo Rialto Nuovo. L’appuntamento cade proprio nei giorni della Biennale di Venezia 2026, quando la città diventa il punto di riferimento mondiale per collezionisti, curatori e appassionati d’arte contemporanea. In questa cornice, sei artisti mettono in scena un confronto tra linguaggi, materiali e visioni personali, dando forma a un progetto che la galleria descrive come occasione di incontro tra ricerche diverse.

Punti chiave

  • La mostra si tiene dal 17 al 30 settembre 2026 alla Fondazione Marta Czok, Campo Rialto Nuovo 542, San Polo, Venezia.
  • Sei gli artisti coinvolti: Francesca Cittadini, FAU – Fausto Francioni, Enrico Frusciante, Marcela Motta, Antonio Pascucci e Gruppo Pavlovsky.
  • La curatela è firmata da Facundo Cagnetta e Lucrezia Febo.
  • L’esposizione coincide con la Biennale di Venezia Arte 2026 ed è aperta da martedì a sabato, dalle 15:30 alle 19:30.

Mostra collettiva di Contart Gallery alla Biennale di Venezia 2026

La seconda mostra collettiva di Contart Gallery apre i battenti il 17 settembre 2026 e resta visitabile fino al 30 dello stesso mese, negli ambienti della Fondazione Marta Czok, in Campo Rialto Nuovo 542, nel sestiere di San Polo. La scelta del periodo non è casuale: sovrapporsi alla Biennale di Venezia significa intercettare un pubblico internazionale già presente in città per l’evento artistico più seguito dell’anno, un dettaglio che pesa anche sul piano della visibilità per gli artisti coinvolti e per chi guarda al mercato dell’arte contemporanea come terreno di osservazione e potenziale investimento.

Il progetto, curato da Facundo Cagnetta e Lucrezia Febo, si inserisce nel programma espositivo internazionale della galleria come occasione di incontro tra ricerche capaci di dialogare tra loro pur restando autonome. La pluralità diventa il principio guida dell’intera rassegna: sei artisti indipendenti che, entrando in relazione nello spazio della galleria, costruiscono un confronto aperto tra modi differenti di osservare e interpretare il presente. Non si tratta di una lettura unica della contemporaneità, ma di uno spazio di relazione in cui le differenze tra i partecipanti diventano il punto di partenza per un dialogo tra pratiche artistiche distinte.

Sei artisti in dialogo alla Biennale di Venezia 2026

Il cuore della mostra collettiva è la convivenza di sei approcci molto diversi tra loro, ciascuno con un linguaggio riconoscibile. Ecco chi porta la propria ricerca a Venezia.

Francesca Cittadini e la trasformazione dell’identità nel ritratto

Al centro della sua ricerca c’è il volto, non come semplice soggetto da rappresentare ma come luogo in cui l’identità attraversa un processo continuo di trasformazione. Attraverso frammentazioni e deformazioni, il ritratto perde la funzione e il significato di “riproduzione” e diventa uno spazio aperto in cui riconoscibilità e non riconoscibilità convivono.

FAU – Fausto Francioni tra astrazione e colore

La ricerca dell’artista si sviluppa nel territorio dell’astrazione, attraverso un rapporto tra geometria, colore e ritmo. Le forme creano uno spazio fatto di equilibri e tensioni, mentre il colore assume una funzione centrale, generando uno squilibrio tra profondità e movimento percettivo. Le composizioni dinamiche e aperte invitano chi osserva a confrontarsi con la dimensione percettiva dell’opera.

Percezione digitale e frammentazione visiva di Enrico Frusciante

L’immagine entra nel campo della tecnologia e della cultura digitale, interrogando il modo in cui percepiamo la realtà. Interferenze, alterazioni cromatiche e frammentazione trasformano l’errore in un nuovo dispositivo di visione. Le opere esplorano così il confine tra reale e digitale, in una percezione instabile e in continua trasformazione. Realizzate come pezzi unici, sottolineano l’irripetibilità dell’esperienza visiva.

Materialità e memoria in Marcela Motta attraverso tecniche miste stratificate

Una dimensione più intima caratterizza la ricerca dell’artista, incentrata sullo sguardo come esperienza percettiva e interiore. Carta e cartone, pieghe, sovrapposizioni e imperfezioni creano superfici in cui la materia diventa un contenitore di memoria. Il lavoro procede per stratificazioni, suggerendo una visione che va oltre la superficie per interrogare il rapporto tra presenza e assenza, visibile e invisibile.

Il dialogo di Antonio Pascucci con la tradizione e l’immagine percettiva

Il suo confronto con la tradizione si traduce in un processo di “rilettura” e trasformazione. La costruzione dell’immagine nasce dall’interazione tra forma, luce e colore, in un linguaggio in cui soggetti e figure trasmettono un senso di dimensione percettiva e viva. La realtà quotidiana viene filtrata da questa sensibilità, assumendo un carattere sospeso, intimo, meditativo, ma anche immediato.

Gruppo Pavlovsky e la co-creazione con materiali di recupero

Il collettivo, formato da Alex, Anastasia e Nikita Pavlovsky, propone una pratica basata sulla co-creazione. Lavorano con materiali antichi e di recupero, preservandone la memoria. Al centro della loro ricerca c’è il concetto di “seconda vita”: gli oggetti vengono trasformati senza cancellarne il passato, ma facendone parte integrante del nuovo significato. Materia, tempo e memoria diventano elementi di una pratica condivisa.

Informazioni per i visitatori e dettagli della mostra

La mostra collettiva è visitabile da martedì a sabato, con orario 15:30 – 19:30, negli spazi della Fondazione Marta Czok in Campo Rialto Nuovo 542, San Polo, Venezia. Il progetto conferma l’intenzione della galleria di sviluppare, nel contesto veneziano e durante uno dei momenti più rilevanti del calendario artistico internazionale, un programma capace di collegare ricerche individuali, sensibilità culturali e pratiche artistiche differenti. Più che una semplice selezione di opere, questa seconda collettiva si presenta come luogo e strumento di dialogo, attraverso cui ogni artista mantiene la propria specificità contribuendo a un percorso più ampio nella ricerca dell’arte contemporanea.

FAQ

Quando e dove si terrà la seconda mostra collettiva di Contart Gallery?

Si svolgerà dal 17 al 30 settembre 2026 alla Fondazione Marta Czok, Campo Rialto Nuovo 542, San Polo, Venezia.

Chi sono i sei artisti che partecipano alla mostra?

Gli artisti coinvolti sono Francesca Cittadini, FAU – Fausto Francioni, Enrico Frusciante, Marcela Motta, Antonio Pascucci e Gruppo Pavlovsky.

Qual è il tema principale della mostra?

L’esposizione punta sul dialogo tra linguaggi e pratiche artistiche diverse, valorizzando l’approccio specifico di ciascun artista.

Quali sono gli orari di apertura per i visitatori?

La mostra è aperta da martedì a sabato, dalle 15:30 alle 19:30.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

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