Mentre la chiusura di spazi storici fa notizia, molte attività scelgono la via dell’espansione. Nuovi dati rivelano che il mercato dell’arte attraversa una profonda metamorfosi. Inaugurazioni strategiche nelle principali capitali culturali stanno infatti ridefinendo la geografia del collezionismo mondiale.
La crescita delle nuove gallerie e’arte oltre le chiusure
Una ricognizione della stampa specializzata contenuta nel prestigioso The Art Basel and UBS Art Market Report evidenzia uno scenario sorprendente per il 2025. Su ben 205 gallerie analizzate che hanno modificato la propria struttura, la quota di lanci supera ampiamente quella delle cessazioni.
| Tipo di variazione aziendale (2025) | Numero di nuove gallerie d’arte | Percentuale sul campione |
| Nuove imprese o filiali aggiuntive | 85 | 42% |
| Chiusure definitive | 51 | 25% |
Perché Londra rimane il fulcro delle nuove aperture?
Inoltre, la capitale del Regno Unito conserva saldamente il suo ruolo di seconda piazza mondiale grazie alla forza del proprio indotto. Negli ultimi 18 mesi, circa due dozzine di spazi espositivi hanno aperto o ampliato le proprie sedi. Di queste, ben 17 parteciperanno alla sesta edizione del London Gallery Weekend, in programma dal 5 al 7 giugno.
Detto ciò, l’attrazione verso la metropoli inglese rimane intatta grazie alla convergenza di investitori asiatici e americani. Il gallerista di origine indiana Sundaram Tagore ha coronato il sogno di inaugurare un flagship store a St. James’s, in Pall Mall. L’evento di maggio ha richiamato oltre 500 ospiti qualificati.
Tuttavia, l’investimento richiede visibilità e continuità per compensare i costi operativi elevati. Tagore, già presente a New York dal 2000 e a Singapore, punta su una programmazione serrata di 12 mostre in due anni. Il calendario prevede otto personali e quattro collettive, mirate ad attirare un flusso costante di collezionisti.
Le grandi manovre nel distretto di Mayfair e Clerkenwell
La vivacità londinese coinvolge numerosi player di rilievo internazionale. Ad esempio, Lehmann Maupin ha inaugurato una sede permanente al numero 9 di Cork Street, a Mayfair. Nel frattempo, Edmondo di Robilant e Marco Voena, fondatori di Robilant+Voena, hanno preso strade diverse creando due distinte realtà commerciali.
Inoltre, nella zona orientale della città, Emalin trasferisce il proprio quartier generale a Clerkenwell, in Helmet Row. La galleria manterrà comunque lo spazio originale di Shoreditch come sede secondaria. Questo approccio agile riflette la volontà di consolidare la presenza sul territorio senza abbandonare le proprie radici creative.
Nel complesso, l’espansione arricchisce la rete di gallerie d’arte di St. James’s con l’arrivo di Edel Assanti. Sebbene la sede a Fitzrovia ospiti quattro grandi mostre annue, il cofondatore Jeremy Epstein spiega che il nuovo spazio consentirà agli artisti presentazioni più intime e sperimentali rispetto alle grandi sale.
Quali sono i trend di crescita in Europa e negli Stati Uniti?
La spinta all’espansione non si limita ai confini britannici. Lo scorso autunno la società di consulenza Pierre Cornette de Saint Cyr ha inaugurato una sede a Parigi. Successivamente, la galleria Waddington Custot ha aperto una filiale parigina ad aprile di quest’anno, rafforzando i legami con il continente.
In Svizzera, la storica Galerie Urs Meile ha svelato una nuova sede espositiva a Zurigo. Nel frattempo, in Asia, la collaborazione europea Meyer Riegger Wolff si è stabilita a Seul. Queste decisioni confermano che il mercato dell’arte continua a espandersi ovunque vi siano opportunità d’investimento mirate.
La resilienza di New York e le rotte asiatiche
Dall’altra parte dell’Atlantico, i dati della piattaforma Artwrld confermano un trend solido per New York. Su 76 gallerie censite, il 47% ha espanso l’attività a fronte di 20 chiusure. Tra queste, Planthouse si è trasferita da NoMad a Chelsea, in uno spazio di 111 metri quadrati.
Tuttavia, Chelsea attira anche importanti realtà asiatiche, tra cui Silverlens e Kiang Malingue. Al contempo, si registra una forte integrazione interasiatica. Ne è un esempio l’attività di gdm di Hong Kong, che nel 2024 ha celebrato il cinquantesimo anniversario aprendo una sede a Taipei.
Come affrontano i commercianti le sfide economiche?
Tuttavia, i galleristi mantengono un approccio prudente per contrastare l’aumento dei costi operativi e la contrazione della spesa dei consumatori. Molte imprese scelgono di ridurre i costi fissi delle sedi fisiche, preferendo invece incrementare la partecipazione a fiere d’arte internazionali per diversificare i mercati di sbocco.
Detto ciò, il settore dimostra una stabilità eccezionale rispetto ad altre industrie commerciali. Più del 50% delle gallerie vanta oltre vent’anni di attività sul mercato. Questo dato si confronta favorevolmente col 25% registrato negli Stati Uniti e col 18% del Regno Unito.
In conclusione, questa straordinaria longevità sarà al centro di un dibattito organizzato durante la fiera svizzera di Art Basel. L’incontro offrirà preziosi spunti di riflessione sul futuro di un comparto che continua a scommettere su nuovi spazi e progetti culturali.

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin.
Precedentemente è stata un’autrice di diversi magazine crypto all’estero e CMO di Eidoo. Oggi è anche co-founder e direttrice di Econique e della rivista Cryptonomist. E’ stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes.
Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro “NFT: la guida completa’” edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamati The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.


