Il mercato dell’arte globale ha ritrovato una traiettoria di crescita, sostenuto dal segmento alto di gamma e da una ripresa delle vendite all’asta.
Come si è mosso il mercato dell’arte globale nel 2025?
Secondo il The Art Basel and UBS Global Art Market Report 2026, nel 2025 il sistema ha invertito la rotta dopo due anni di contrazione, tornando a una crescita moderata.
In termini numerici, il valore complessivo ha raggiunto 59,6 miliardi di dollari, con un incremento del 4% rispetto all’anno precedente. Le vendite aggregate di gallerie e case d’asta sono migliorate, in un contesto ancora disomogeneo tra i vari canali.
Il settore dei dealer è cresciuto del 2% anno su anno, fino a 34,8 miliardi di dollari, mentre le vendite pubbliche all’asta sono salite del 9%, attestandosi a 20,7 miliardi di dollari. Al contrario, le transazioni private dichiarate sono diminuite del 5%, fermandosi appena sotto i 4,2 miliardi di dollari.
Come osserva l’economista dell’arte Clare McAndrew, autrice del report e fondatrice di Arts Economics, il 2025 ha segnato un “cambio di direzione” per il mercato, passato da una fase di contrazione a una di lieve espansione. Tuttavia, i livelli di scambio restano inferiori al picco del 2022.
In che modo la geopolitica incide sugli scambi?
La ripresa è frenata da un quadro geopolitico incerto. Alcune categorie di opere sono rimaste relativamente isolate dagli effetti diretti dei dazi, ma l’incertezza politica generale e la frammentazione degli scambi hanno creato sfide per gli operatori.
Queste tensioni influiscono sia sui prezzi sia sull’offerta, con ricadute sulla circolazione internazionale delle opere. Secondo McAndrew, uno spostamento più ampio verso il protezionismo e vendite sempre più concentrate sui mercati domestici introduce rischi strutturali di lungo periodo.
Il commercio dell’arte dipende in modo cruciale dalla circolazione internazionale e dall’accesso a un pubblico globale. Nel 2025 i primi indicatori suggeriscono che gli scambi transfrontalieri di opere siano rimasti complessivamente stabili, ma l’evoluzione futura di questi flussi sarà decisiva per la crescita del settore.
Per approfondire il quadro macro, diversi analisti citano anche le valutazioni del Fondo Monetario Internazionale sull’andamento del commercio mondiale, spesso utilizzate come riferimento dagli operatori dell’arte.
Quali sono oggi i poli geografici dominanti?
Dal punto di vista geografico, tre mercati continuano a concentrare il cuore degli scambi: Stati Uniti, Regno Unito e Cina. Insieme rappresentano il 76% delle vendite globali in valore, una quota stabile rispetto all’anno precedente.
Gli Stati Uniti restano il primo mercato al mondo, con il 44% delle vendite in valore, in aumento di 1 punto percentuale anno su anno. Il Regno Unito si conferma al secondo posto, stabile al 18%, mentre la Cina scende al 14%, in calo di 1 punto.
Particolarmente significativo è il caso della Francia, che rafforza il proprio ruolo di quarto mercato mondiale e primo nell’Unione Europea. La sua quota cresce di 1 punto percentuale, arrivando all’8%, segnalando una progressiva centralità di Parigi nel panorama globale.
Gli altri mercati europei offrono segnali contrastanti. La Svizzera cresce del 13%, lo stesso ritmo dell’Austria, mentre la Spagna registra un incremento del 6%. In controtendenza risultano Germania e Italia, in calo rispettivamente del 10% e del 2%.
Nel complesso, l’Europa mostra una geografia sempre più polarizzata tra piazze in forte sviluppo e mercati che faticano ad agganciare la ripresa. Per un confronto, studi del European Cultural Institute segnalano dinamiche simili anche in altri comparti culturali.
Che ruolo giocano fiere e aste nella nuova fase?
Le vendite in fiera hanno registrato una performance positiva, con una crescita del 4% anno su anno e la quota più elevata dal 2022. Questo conferma il ruolo centrale delle grandi piattaforme internazionali nel generare contatti e transazioni.
Ancora più marcato il rimbalzo delle aste pubbliche, salite del 9% fino a 20,7 miliardi di dollari. Il segmento alto di gamma ha trainato il risultato, grazie ad alcune aggiudicazioni eccezionali che hanno riscritto la storia del mercato.
Tra queste spicca il record per il design: l’Hippopotame Bar di François-Xavier Lalanne, venduto per 31,4 milioni di dollari. A ciò si aggiunge il notevole ritratto di Gustav Klimt, aggiudicato a 236,4 milioni di dollari. Entrambe le opere sono state vendute da Sotheby’s New York nella seconda metà del 2025.
Questi risultati, conseguiti nell’arco di pochi giorni, hanno ridefinito i parametri delle aste di fascia alta. In parallelo, le vendite private sono scese del 5%, attestandosi appena sotto i 4,2 miliardi di dollari, segnalando uno spostamento di attenzione verso le vendite pubbliche in questo ciclo.
Come stanno reagendo le gallerie alla nuova congiuntura?
Quasi la metà dei dealer ha chiuso il 2025 in crescita. Il 42% ha dichiarato un aumento delle vendite, con una progressione media del 7% anno su anno. Il 33% ha invece registrato un calo, mentre il restante 25% ha mantenuto livelli stabili.
Nello stesso periodo, i costi operativi complessivi delle gallerie sono aumentati in media di circa 5%. Si tratta di un tasso superiore all’inflazione nella maggior parte dei principali mercati dell’arte e maggiore della crescita aggregata delle vendite, a indicare pressioni finanziarie persistenti.
Nonostante i costi in rialzo, il ritorno a una crescita positiva ha contribuito a stabilizzare i margini per alcune realtà. La quota di dealer che riportano una minore redditività è scesa al 38%, 5 punti in meno rispetto all’anno precedente. Al contrario, il 33% segnala un miglioramento della redditività, mentre il 29% indica livelli analoghi al 2024.
Analizzando i segmenti per fatturato emergono differenze nette. La fascia bassa del mercato, con gallerie sotto i 500.000 dollari di ricavi, si conferma particolarmente dinamica, con aumenti a doppia cifra nelle vendite medie. Le realtà tra 1 milione e 10 milioni di dollari mostrano un lieve arretramento dell’1%, mentre le gallerie oltre i 10 milioni di dollari tornano a crescere del 3% dopo due anni di calo.
Quali strategie stanno adottando i dealer?
Nel corso del 2025, le gallerie hanno affinato in modo mirato i propri programmi espositivi e le strategie di relazione con la clientela. Lo sottolinea Noah Horowitz, CEO di Art Basel, evidenziando come anche le vendite legate alle fiere si siano rafforzate.
Nonostante i costi elevati, l’incertezza geopolitica e le preoccupazioni sui dazi continuino a pesare, la fiducia degli acquirenti è migliorata con il passare dei mesi. L’anno si è chiuso con una serie di momenti di vendita particolarmente dinamici, soprattutto nelle principali piazze internazionali.
Per molti operatori, la combinazione tra una programmazione più selettiva, un lavoro più intenso sulla fidelizzazione e un uso più strutturato dei canali digitali si è rivelata determinante per intercettare la domanda. In confronto agli anni recenti, si nota una maggiore attenzione alla qualità e alla rarità delle opere proposte.
Secondo analisi di piattaforme come Artprice, queste strategie contribuiscono a contenere la volatilità, soprattutto nel segmento medio-alto, dove la concorrenza tra gallerie internazionali resta particolarmente accesa.
Come evolve la rappresentanza delle artiste donne?
Un cambiamento significativo riguarda la presenza delle artiste donne nei portafogli delle gallerie. Nel 2025 la loro rappresentanza ha raggiunto la parità, con il 50% degli artisti rappresentati nelle gallerie di primo mercato, e il 45% sul totale dei galleristi.
Si tratta di un incremento rispetto al 41% del 2024 e al 35% del 2018. In termini di valore delle vendite, le opere di artiste donne hanno raggiunto il 37% del totale, contro il 28% del 2018. Nelle gallerie di primo mercato la quota sale al 44%.
Nonostante questi progressi, le disuguaglianze di carriera restano evidenti. Le donne rappresentano il 55% degli artisti e il 43% delle vendite tra i galleristi con ricavi inferiori a 250.000 dollari, ma solo il 35% degli artisti e il 27% delle vendite nelle gallerie con ricavi superiori a 10 milioni di dollari.
Questi dati indicano una presenza più forte delle artiste nella fascia bassa del mercato, a fronte di una sottorappresentazione ai livelli più alti. Il tema della parità di genere, già centrale nel dibattito museale, diventa così un indicatore cruciale anche per valutare l’evoluzione del sistema commerciale.
Da cosa dipenderà una crescita sostenibile del mercato?
Guardando ai prossimi anni, la possibilità di una crescita sostenibile del mercato dell’arte dipenderà da una combinazione di fattori. Per Horowitz, sarà decisiva l’entrata sul mercato di opere eccezionali, capaci di attrarre collezionisti globali e di consolidare i risultati del segmento alto di gamma.
Altro elemento centrale è l’approfondimento delle relazioni con i clienti, attraverso un dialogo più continuo e servizi personalizzati, nonché l’ampliamento della partecipazione all’ecosistema su scala internazionale. In questo senso, la capacità di mantenere aperti i flussi transfrontalieri e di ridurre gli ostacoli regolamentari sarà fondamentale.
Nel complesso, il mercato sembra aver superato la fase più acuta di contrazione, ma la traiettoria futura resta legata all’equilibrio tra rischi geopolitici, politiche commerciali e disponibilità di opere chiave. Per gli operatori, la sfida sarà trasformare la ripresa attuale in una crescita duratura e meno polarizzata tra fasce e geografie diverse.

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin.
Precedentemente è stata un’autrice di diversi magazine crypto all’estero e CMO di Eidoo. Oggi è anche co-founder e direttrice di Econique e della rivista Cryptonomist. E’ stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes.
Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro “NFT: la guida completa’” edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamati The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.


