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Mercanteinfiera 2026, arriva la primavera dell’antiquariato a Parma

Mercanteinfiera è tornata a Parma e la città accoglie migliaia di collezionisti pronti a girare tra gli enormi padiglioni della fiera. È aperta al pubblico dal weekend scorso (7-8) fino al 15 marzo 2026. Mercanteinfiera consta di due appuntamenti annuali, il primo in Primavera e il secondo in Autunno portando a raccolta esperti di antiquariato, modernariato di design e del collezionismo. È sicuramente il più grande appuntamento di settore in Europa e precede l’attesissima Tefaf a Maastricht. La differenza qui è l’ampiezza della proposta e il suo volume. Si punta più sulla quantità che sulla qualità, nonostante un’attenta selezione e il costo degli stand, comunque elevato, per i commercianti. Ecco la nostra selezione di stand.

https://www.mercanteinfiera.it/

Il Padiglione 4

Partiamo dal padiglione 4 dove sono allestite alcune mostre. Tra queste, quella dedicata a Lucio Dalla, curata da Miriam De Nicolò, fondatrice di SNOB Magazine.

Lucio-Dalla-©Credits- Renzo Chiesa, scatti al Castello di Carimate 1980

Giuseppe Solmi – Studio bibliografico 

Lo stand di Giuseppe Solmi ha in vetrina preziosi manoscritti. Lo studio bibliografico si trova vicino Bologna. Per la precisione, a Ozzano dell’Emilia, città romana che è stata distrutta ma non è stato costruito sopra. Tra questi anche materiali arabo-persiani. Un Libro delle Ore, ad esempio, è un curioso testo profetico seicentesco scritto dal vescovo di Gaza nel Seicento. Testimonia la convivenza con la comunità cristiana in Oriente 

A punta d’inchiostro: il calamaio nella collezione Mariani

Mario Mariani di Firenze (89 anni) ha messo su una collezione nell’arco di 50 anni, girando tutto il mondo. La colleziona conta 1005, esemplari, qui ne sono esposti 81. Li trovate in varie forme, scarpa, un granchio. Nell’Ottocento diventano ancora più elaborati e vengono realizzati in modo tale da rappresentare il carattere e le passioni del committente.

Il padiglione 3 dell’antiquariato

Lo stand di Antiques par Force

Il mobilio e l’alta decorazione sono gli elementi che contraddistinguono lo stand di Antiques par Force in questa edizione del MercanteinFiera.

Potete trovare un viaggio fra diversi secoli e regioni della Penisola. Un tavolo composto da due mezzelune laccato in azzurro della fine del ‘600 e una bellissima ribalta romana laccata in chinoiserie della metà del XVIII secolo. “A Roma resiste l’alto antiquariato”.

Dario Ghio e la serie dedicata ai 12 mesi

Da Dario Ghio (Montecarlo) potete trovare una splendida serie di dodici Gouache su carta, ognuna raffigurante un mese dell’anno, identificato da iscrizione latina posta nella parte superiore della composizione (IANVARIVS, FEBRVARIVS, MARTIVS, ecc.).

Il Ciclo dei Dodici Mesi, firmato Johannes Uldaricus Pfalzer è datato 1656. Rappresenta il susseguirsi dell’anno attraverso scene di vita quotidiana. Ogni mese è personificato da una figura impegnata in attività tipiche del periodo stagionale, ambientata tra interni domestici o paesaggi. Ricca è la presenza di animali, strumenti e prodotti della terra. Elemento di rilievo è la presenza sistematica dei segni zodiacali, inseriti con discrezione. Compaiono nel cielo, sulle nuvole o sulle architetture. Questa componente conferisce al ciclo una lettura simbolica, in cui le attività quotidiane sono subordinate al moto degli astri e al ciclo delle stagioni.

La serie si ispira al Ciclo dei Mesi ideato da Joachim von Sandrart, detto “il Vecchio” (1606 – 1688), figura centrale della cultura artistica tedesca.

Lo stand di Francesco Obligato a Mercanteinfiera

Nello stand di Francesco Obligato (Torino) troviamo un copriletto completo. È una proposta dell’antiquario Adriano Ruffin. Gli esperti lo stanno ancora studiando, è stato recuperato da un’antica casa nobiliare torinese. Potrebbe essere in taffetà o Gros de Tours. Risulta molto simile a quello conservato presso la Casa Museo Accorsi di Torino e potrebbe quindi provenire dal medesimo ambito. Dalla stessa casa da cui proviene il copriletto anche 14 pannelli raffiguranti giardini con animali. Realizzati nel 1780, sono di ambito piemontese.

Dalla stessa casa il Sofa da giorno (1770), denominato duchesse brisée composto di due poltrone en bergère solitamente una più grande, l’altra minore riunibili, in legno finemente intagliato con un motivo già quasi classicheggiante, a greca e con fogliami. Fondo laccato in crema chiarissima.

Matromauro e l’arte giapponese al Mercanteinfiera

Lo stand della galleria milanese Mastromauro presenta oggetti d’arte giapponese della fine dell’Ottocento. Durante il periodo corrispondente all’epoca Meiji, molte creazioni nipponiche erano destinate al mercato d’esportazione. Tra questi spicca una tigre in bronzo firmata Atsuyoshi e prodotta dalla fonderia Maruki Company, apprezzata per l’alta qualità della fusione, il peso importante, la finezza dell’intaglio e la resa della patina e del pelo, capaci di trasmettere la forza dell’animale (circa 3.000–3.500 euro). È presente anche un vaso in smalto cloisonné, realizzato con sottili fili d’argento posti perpendicolarmente alla superficie e successivamente riempiti con smalti policromi. Sono inoltre esposte ceramiche Satsuma firmate Kinkozan, di dimensioni insolitamente grandi e valutate tra 7.500 e 8.500 euro. Infine compaiono accessori tradizionali come tonkotsu, netsuke e ojime in legno o avorio, elementi dei set da fumo indossati al kimono, oggi molto ricercati dai collezionisti.

Dame e Cavalieri di Umberto Campi

Per la peculiarità della selezione, nel terzo padiglione attira l’attenzione Dame e cavalieri di Umberto Campi. Quest’ultimo è uno dei 14 commissari italiani che forniscono servizi di vetting, membro della giunta e tesoriere FIMA. Nel suo stand preziosi Militaria. Tra i vari militaria, significativo un elmo. La parte del coppo è una lastra di rame ricoperta di oro 18 carati. Apparteneva al Comandante dei Dragoni del 1854, venivano usati solo innanzi l’imperatore.

In vetrina spicca un pugnale-scettro con 13 onde sulla lama, è un simbolo di potere, non un’arma. È un oggetto che travalica l’apparente funzione: è di un principe balinese. Non è da tralasciare anche il pugnale ottomano di Nozze, sul manico sono ritratti moglie e marito che festeggiano l’unione brindando.

Raffaello Pernici e la ceramica

La galleria Raffaello Pernici è di base a Rosignano Marittimo.

Una parete è dedicata a Sandro Vacchetti: tra i pezzi più pregiati Le due tigri (28.000 euro) 1929.
La Signorina Grandi Firme (45.000 euro), invece, nasce dal design di Gino Boccasile. Illustratore degli anni 30 che disegnò pubblicità e manifesti anche nel periodo fascista: Pirelli, Sperlati, Rinascente. Fondò la rivista Grandi Firme. Qui compariva la “Signorina Grandi Firme”, da cui prenderà ispirazione Sandro Vacchetti nel 1939. 

Da segnalare una coppia di piatti della serie “Venatoria” e il Vaso della Temperanza di Gio Ponti. I prezzi per le maioliche sono sui 20.000 euro.
Del Tardo 800, alcune opere della Manifattura Cantagalli. Il Vaso Kensington è una brocca con la bocca antropomorfa. La qualità d’esecuzione è elevata: tecnica del lustro, terzo fuoco, lustro oro, rubino e cobalto. Riprende la forma di una brocca in argento cinquecentesca, conservata al Kensington Museum di Londra, quello che adesso è il V&A, (Victoria Albert Museum).

Altra collezione da segnalare è la Zaccagnini Walt Disney. Gli esemplari sono gettonati e rarissimi. La loro produzione prese avvio negli anni 40, quando la Manifattura Zaccagnini aveva avuto la concessione della Walt Disney. Si parte nel 1938 con Biancaneve e Sette Nani. Si finisce nel 1953 con la serie di Lilly e il Vagabondo. “Due anni fa abbiamo prestato la nostra collezione per una mostra a Firenze, a Palazzo Coveri, ospiti di Enrico Coveri Mesonna. Era dedicata alla produzione Walt Disney di Zaccagnini”. Il più raro in assoluto è Raul, il Bulldog di Lilly e il Vagabondo, l’ultimo modello realizzato nel 1953 (9.500 euro). Il costo va dai 650 ai 10.000 euro.

Inoltre, sono in stand alcune opere di Francesco Nonni, artista faentino degli anni Venti. La Baiadera sull’Elefante è significativa o il Pierrot con l’orologio, pezzo inedito.

Il focus sulla ceramica di Meissen di Antichità Porta Romana, Firenze

Nello stand di Antichità Porta Romana potete trovare una selezione di ceramiche di Meissen. Un portafortuna di Meissen un po’ sui generis con un uomo del Settecento accovacciato mentre fa i suoi bisogni. Alcune figurine del Settecento e dell’Ottocento con soggetti mitologici. Alcuni puttini che giocano con gli strumenti dell’astronomia, un cupido che arrota le frecce, alcuni gruppi che rappresentano le stagioni. Molto particolare anche le statuine che rappresentano i 5 sensi come quella dell’udito.

Odisseus, galleria di base a Stoccolma

Odisseus, con sede a Stoccolma e a Milano, sfoggia una scultura dal gusto canoviano di Costoli (35.000 euro). Rappresenta una bagnante con cartiglio. Inoltre, notiamo un dipinto che rappresenta Carolina Bonaparte, una delle sorella di Napoleone che si sposò con Gioacchino Murat. Insieme al marito, governò per un breve periodo il Regno di Napoli. Di ambito Neoclassico francese, invece, un olio su tela che rappresenta Venere e cupido.

ODISSEUS I STOCKHOLM AB ART & ANTIQUES

Pasetti Antichità 

Nello stand di Pasetti si nota una copia della Venere di Urbino di Tiziano. Si nota anche un altorilievo di primo Cinquecento, realizzato probabilmente da un artista del Centro Italia. Il soggetto è il Miracolo di San Gregorio Magno. Protagonista dell’episodio religioso è un frate, sulla destra della composizione, che non crede nella transustanziazione. Viene rappresentata la messa di San Gregorio Magno: durante l’Eucarestia, Gesù appare sull’altare per dimostrare l’incarnazione del suo corpo nell’ostia. Tutto attorno, sono stati inseriti i riferimenti alla Passione come i chiodi o la tenaglia. Il gallo allude alla figura di San Pietro, che rinnega tre volte Cristo. Il gallo stesso poggia su una colonna che rievoca quella al quale è stato legato il Messia per essere fustigato. La scena, inoltre, è incorniciata da un grande arco. Questo elemento architettonico rimanda alla Basilica di Santa Pudenziana a Roma, in cui si dice sia avvenuto questo miracolo.

Via Martinella 16, Bergamo.
www.antichitapasettibergamo.net

Compro Arte Roma

Compro arte Roma si trova in Prati. Troviamo una bella copia di un quadro di Tiepolo di un artista coevo; la rappresentazione della Chiesa Etienne du Mont a Parigi dipinta dal pittore austriaco H. Schafer; un busto di Margherita da Savoia di Santo Varni, scultore di corte. Ci incuriosisce anche un dipinto di scuola francese di fine Settecento: rappresenta un soggetto probabilmente allegorico, notturno con un rituale stregonesco in atto. Si nota infatti la presenza di un braciere!

Il padiglione 5, ancora antiquariato

Lo stand tra sacro e profano di Lorenzo Bocci

Lo stand M31 di Lorenzo Bocci Fine Art offre una selezione di dipinti antichi accostati alle fotografie contemporanee di Piero Pompili che portano la trasgressione al Mercanteinfiera. Si gioca tra i poli del sacro e del profano. Gli scatti raccontano una Roma pasoliniana, resa in uno studio intimo del mondo del pugilato, delle carceri e della transessualità. Campeggiano i quadri che rappresentano San Pietro dell’austriaco Ignaz Stern e San Paolo del caravaggista fiammingo Matthias Stomer, entrambi italiani d’adozione. Si aggiungono poi i dipinti provocatori di Alessandro Dupré, artista di Latina.

Lo stand di gioielli con una sezione curata da Janina Blokh

Un incanto di pietre preziose e design raffinati contraddistingue lo stand dove incontriamo Janina Blokh, esperta di gioielli antichi. Un bracciale anni Cinquanta edito da Masenza Roma è un gioiello d’artista, disegnato da Franco Cannilla.

Janina ci mostra un fiocco Belle Epoque con rubini e un pulcino inciso (anni ’50) di Buccellati. Una spilla ottocentesca riprende, invece, lo stile di un rosone bizantino, le sfere di corallo sono lavorate in modo da accogliere al centro dei diamanti, una lavorazione che sarà tipica di Cartier. Uno dei pezzi più interessanti è una spilla lavorata a traforo con perle di Orisa, che tra gli anni Trenta e la fine degli anni Sessanta, si afferma nell’élite torinese come una delle prime designer di gioielli. Non mancano pezzi più antichi come degli orecchini di tipo chandelier (a candelabro) del 1860 con perle naturali e una spilla per cravatta del 1910-20 di platino rappresentante un bracco.

Il padiglione 6 tra modernariato e vintage

Street Doing vintage couture, Firenze

Nello stand di Street Doing si trovano grandi firme ma anche abiti sartoriali raffinati. C’è l’imbarazzo della scelta tra kimono, sottovesti del Novecento, un sartoriale anni Sessante in seta con ornamenti floreali, camicie di seta Hermes. Un abito di Missoni del 1988 a palloncino gioca sui segni astratti a vortice e sulle trasparenze. Un completo Versace nero con giacca e tubino (interno argento) colpisce per l’effetto iridescente. Una pelliccia di YSL, una di John Galliano, giacche Valentino, pantaloni verde smeraldo e borse Gucci.

Officine Li Volsi, selezione vintage di Treviso

Da Officine Li Volsi siamo attratti da un maglione Dior del 2003 della collezione Luster di Hedi Slimane (molto raro). Non mancano capi curiosi come un soprabito anni Venti e una giacca messicana di fine anni Sessanta estremamente ricercata nella colorazione blu, un cappotto da lavoro degli anni Trenta rilavorato per uso teatrale o cinematografico.

Magazzino 76 di Federico Bellucci

Magazzino 76 di Federico Bellucci, noto al grande pubblico per il programma Cash or Trash, è la rappresentazione in miniatura del suo nuovo show-room inaugurato il 21 gennaio a Milano. Lo show-room è ampio più di 700 metri, qui ne abbiamo un piccolo saggio. La lampada da soffitto Pentaclinio (5 luci) di Vico Magistretti (per Artemide) è il cuore centrale dello stand, così come la coppia di pannelli di Jean Prouvé.

https://magazzino76.it/

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