Un visitatore non vedente ha citato in giudizio il British Museum perché l’esposizione dell’arazzo di Bayeux al British Museum non prevedeva visite audio-descritte, e la causa ha già prodotto un primo risultato concreto: l’istituzione londinese ha annunciato che introdurrà un tour con audio-guida dedicato ai visitatori ipovedenti. La vicenda riguarda Yusuf Ali Osman, residente a Croydon, nel sud di Londra, che non ha alcuna percezione visiva in entrambi gli occhi e sostiene che il museo abbia violato l’Equality Act, la legge britannica contro le discriminazioni.
Punti chiave
- Yusuf Ali Osman, uomo registrato come non vedente, ha fatto causa al British Museum per l’assenza di tour audio-descritti alla mostra dell’arazzo di Bayeux.
- La lettera di pre-azione legale è stata inviata al museo il 24 settembre tramite lo studio Leigh Day.
- Osman chiede danni, il riconoscimento della discriminazione subita e una formazione obbligatoria sulla disabilità per il personale.
- Il British Museum ha annunciato un tour audio-descritto in presenza e valuta di aggiungerne uno anche nell’app della mostra.
- Leigh Day non ha ancora ricevuto comunicazioni ufficiali sul cambio di policy e mantiene la causa sotto osservazione.
Azione legale sull’accessibilità dell’arazzo di Bayeux
La causa nasce da una richiesta rimasta senza risposta positiva prima dell’apertura della mostra. Osman aveva contattato il museo con l’obiettivo di sapere se sarebbero state organizzate visite guidate con descrizione audio, uno strumento essenziale per chi non può vedere l’opera esposta.
Richieste e contesto del querelante
«Voglio poter visitare l’arazzo di Bayeux e farne esperienza personalmente», ha dichiarato Osman in una nota diffusa dal suo studio legale, Leigh Day, il 30 settembre. «Capisco che ci sono restrizioni importanti su come viene esposto l’arazzo, ma è deludente scoprire che ai visitatori non vedenti non viene offerto un modo audio-descritto di vivere l’esperienza». Kate Egerton, solicitor specializzata in discriminazione presso Leigh Day, ha aggiunto che «il nostro cliente chiede la stessa opportunità offerta ai visitatori vedenti di vivere questa mostra».
Rifiuto iniziale del museo per motivi di conservazione
Osman aveva contattato per la prima volta il museo nel mese di luglio. La risposta ricevuta è stata negativa: secondo Leigh Day, il British Museum ha spiegato che le restrizioni sul numero di ore di esposizione alla luce consentite ogni settimana sull’arazzo limitano il numero di visitatori che possono entrare nella galleria, e che per questo motivo le visite autonome sarebbero state privilegiate rispetto ai tour programmati. La popolarità della mostra ha portato il museo a introdurre slot di visita da 40 minuti e persino il divieto di fotografare, nel tentativo di gestire le code. Il 24 settembre è stata inviata una lettera di pre-azione legale al museo, formalizzando così l’avvio del procedimento. Attraverso questa lettera, Osman chiede danni, una dichiarazione che riconosca la discriminazione subita e un ordine che obblighi il museo a modificare le proprie politiche, includendo una formazione obbligatoria sulla disabilità per il personale coinvolto.
Risposta del British Museum e nuove iniziative per l’accessibilità
Dopo le pressioni legali, l’istituzione ha annunciato misure concrete per rendere la mostra più accessibile, pur senza confermare formalmente un cambiamento strutturale di policy. Un portavoce del museo ha dichiarato che l’istituzione è «impegnata a rendere la mostra dell’arazzo di Bayeux quanto più accessibile possibile» e che ha lavorato con consulenti specializzati in accessibilità per definire l’esperienza della mostra.
Introduzione di visite audio-descritte in presenza e funzionalità app
Il British Museum ha confermato che durante il periodo della mostra verrà organizzato un tour audio-descritto in presenza, e sta valutando l’aggiunta di un tour audio-descritto separato all’interno dell’app dedicata alla mostra, che già offre una guida audio generale. Questa è la risposta più diretta alla richiesta originaria di Osman, anche se il museo non ha specificato come tali visite si concilieranno con i limiti di esposizione alla luce che avevano motivato il rifiuto iniziale.
Ulteriori misure per visitatori con disabilità visive
Oltre al tour audio-descritto, il museo sta fornendo una mappa sensoriale pensata per aiutare i visitatori a prepararsi prima della visita, tour dedicati durante il periodo della mostra e una guida a caratteri grandi, già disponibile sulla pagina dedicata del sito del museo per i visitatori ipovedenti. Si tratta di strumenti che, insieme al tour audio-descritto annunciato, compongono il pacchetto attuale di accessibilità per la mostra dedicata all’arazzo normanno.
Posizione dello studio legale e implicazioni in corso
Nonostante gli annunci del museo, la vertenza legale resta formalmente aperta. Lo studio Leigh Day non ha ricevuto comunicazioni ufficiali che confermino un cambiamento di politica da parte del British Museum, e per questo motivo mantiene l’azione legale sotto osservazione.
Parere di Leigh Day sui cambiamenti nella politica del museo
Un portavoce di Leigh Day ha riferito che lo studio non ha ancora ricevuto comunicazioni formali dal museo riguardo a eventuali modifiche di policy, e per questo la causa resta «in revisione». Si tratta di un dettaglio significativo: gli annunci pubblici del museo, per quanto concreti, non equivalgono a un impegno legalmente vincolante, e lo studio legale continua a valutare se proseguire con l’azione formale basata sulla presunta violazione dell’Equality Act.
Possibili effetti sugli standard di accessibilità nelle istituzioni culturali
La vicenda conta anche per chi guarda al patrimonio culturale come a un bene da tutelare e valorizzare, non solo dal punto di vista estetico ma anche gestionale. L’arazzo di Bayeux, lungo 70 metri e in prestito dalla Francia fino all’11 luglio 2027, è uno dei pezzi più seguiti dal pubblico britannico negli ultimi anni, al punto da richiedere slot di visita contingentati e il divieto di fotografia. Una causa legale che obbliga un’istituzione di questo calibro a rivedere i propri protocolli di accessibilità può diventare un precedente per altri musei e per i prestatori di opere di alto valore: la conservazione dell’opera e l’accesso equo al pubblico non sono più trattati come obiettivi in conflitto, ma come requisiti da bilanciare contemporaneamente. Per le istituzioni che ospitano opere di prestigio, questo significa pianificare l’accessibilità già nella fase di progettazione della mostra, non come correzione successiva a una contestazione legale.
FAQ
Perché Yusuf Ali Osman ha fatto causa al British Museum?
Perché il museo non offriva visite audio-descritte della mostra dell’arazzo di Bayeux, cosa che secondo lui viola l’Equality Act.
Quali misure di accessibilità ha annunciato il British Museum in risposta?
Il museo prevede di introdurre un tour audio-descritto in presenza, valuta di aggiungere un tour audio-descritto nell’app della mostra e fornisce già una mappa sensoriale, tour dedicati e una guida a caratteri grandi.
Cosa chiede Osman con la causa legale?
Chiede danni, una dichiarazione che riconosca la discriminazione subita e un ordine che obblighi il museo a fornire formazione sulla disabilità al personale.
Il British Museum ha ufficialmente cambiato le sue politiche dopo la causa?
Leigh Day, lo studio legale di Osman, non ha ricevuto conferme ufficiali di cambiamenti di policy e mantiene l’azione legale sotto osservazione.
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Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin.
Precedentemente è stata un’autrice di diversi magazine crypto all’estero e CMO di Eidoo. Oggi è anche co-founder e direttrice di Econique e della rivista Cryptonomist. E’ stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes.
Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro “NFT: la guida completa’” edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamati The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.


