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Dipinto di Winston Churchill guida la vendita d’arte di Hudson’s Bay

Un raro dipinto di Winston Churchill venduto all’asta dalla Hudson’s Bay Company riaccende l’attenzione sul valore storico e collezionistico dell’arte legata alla grande storia britannica e canadese.

Come nasce la vendita all’asta della collezione Hudson’s Bay?

Quando la Hudson’s Bay Company, nata come compagnia di pellicce e poi trasformata in grande catena di magazzini canadesi, ha dichiarato bancarotta nel marzo 2025, una vasta collezione d’arte è rimasta sospesa nel vuoto.

La società possedeva complessivamente circa 1.700 opere e 2.700 manufatti, accumulati in secoli di attività. Con il fallimento, la dispersione era solo questione di tempo.

La liquidazione ha preso forma concreta il 19 novembre 2025, quando 27 dipinti provenienti dal patrimonio del retailer sono arrivati sul podio della casa d’aste canadese Heffel.

Tutti i lotti hanno superato ampiamente le stime, a conferma di un forte interesse dei collezionisti per questo capitolo di storia commerciale e coloniale canadese.

Perché il dipinto di Churchill su Marrakech ha catalizzato l’asta?

Il protagonista assoluto della serata è stato un dipinto impressionistico di una strada di Marrakech firmato Winston Churchill.

L’opera ha guidato la vendita con un realizzo di 1,5 milioni di dollari, oltre tre volte la stima minima annunciata. Secondo Heffel, la tela ha suscitato «un’ampia attenzione mediatica e da parte dei collezionisti» grazie alla sua importanza storica e alla provenienza diretta dalla HBC.

Churchill realizzò Marrakech intorno al 1935, durante un soggiorno in Marocco intrapreso in un momento di difficoltà politica, dopo che Stanley Baldwin gli aveva negato un incarico di governo.

In questo viaggio, che lui stesso definì una vacanza da pittore, rimase affascinato dalla città, che battezzò «La Parigi del Sahara». La tela, con il suo gioco di luci e ombre, testimonia questo incanto per il paesaggio nordafricano.

Churchill tornò a Marrakech nel 1943, al fianco di Franklin Roosevelt, subito dopo la Conferenza di Casablanca. In quell’occasione donò al presidente statunitense un dipinto con la grande moschea cittadina sullo sfondo delle montagne dell’Atlante innevate. Più tardi, nel 1956, la moglie di Churchill, Clementine, regalò alla Hudson’s Bay Company la tela ora passata in asta.

Quali altre opere storiche hanno brillato in asta?

Oltre al dipinto di Churchill, il catalogo proponeva un’importante veduta urbana di fine Ottocento. Frederic Marlett Bell-Smith, pittore nato a Londra e noto soprattutto per le vedute drammatiche delle Montagne Rocciose commissionate dalla Canadian Pacific Railroad, era in catalogo con Lights of a City Street (1894).

L’opera, che ritrae l’incrocio tra Yonge e King a Toronto, ha ottenuto 691.250 dollari, più di sei volte la stima minima.

La scena, densa di traffico pedonale e atmosferico, richiama per composizione e taglio prospettico Rue de Paris, temps de pluie (1877) di Gustave Caillebotte, ma amplifica la sensazione di brulicare della strada. In questo modo fornisce un’istantanea vivida della vita urbana torontina a fine XIX secolo, in netto contrasto con le più celebri vedute di paesaggio montano dell’artista.

Che ruolo ha avuto William von Moll Berczy nella vendita?

Un altro nucleo rilevante della sessione era dedicato al pittore di origini tedesche William von Moll Berczy. Due sue tele ruotano attorno alla battaglia di Trafalgar, lo scontro navale che impedì a Napoleone di invadere la Gran Bretagna. La prima, Battle of Trafalgar (1807–08), raffigura il momento successivo alla vittoria e ha totalizzato 133.250 dollari.

Nel dipinto il cielo è incendiato dai roghi, gli alberi di una nave francese giacciono in acqua e le imbarcazioni britanniche convergono disponendosi ad anello. L’opera condivide le stesse dimensioni di Rear Admiral Lord Horatio Nelson (1807–08), un ritratto del comandante che orchestrò la vittoria, mostrato in piedi su una roccia mentre onde e guerra imperversano alle sue spalle. Questo secondo quadro ha raggiunto 121.250 dollari, sottolineando l’interesse per soggetti legati alla storia navale britannica.

Come hanno reagito il mercato e la casa d’aste?

Al termine della serata, il vicepresidente della casa d’aste, Robert Heffel, ha definito la vendita «davvero straordinaria». Secondo la sua dichiarazione ufficiale, «la HBC Collection, insieme a molte altre opere eccezionali, ha conquistato i cuori dei collezionisti in tutto il Paese e nel resto del mondo». Dall’apertura dei rilanci, la sala è rimasta animata da un’energia costante.

Lo stesso Heffel ha sottolineato come i lotti proposti, attraversando diversi momenti della storia dell’arte, abbiano costantemente superato le aspettative. Ciò conferma un interesse crescente per opere con forte legame storico e istituzionale, rispetto a vendite più tradizionali di collezioni private contemporanee.

Qual è la storia della Hudson’s Bay Company tra commercio e colonizzazione?

La Hudson’s Bay Company ottenne una carta reale da Carlo II nel 1670, acquisendo il diritto esclusivo di sfruttare il commercio di pellicce nelle immense regioni interne del Canada. Per secoli gestì forti e avamposti commerciali, assumendo anche responsabilità quasi governative prima dell’indipendenza canadese.

Questa storia è strettamente intrecciata allo sfruttamento delle popolazioni indigene, un lato controverso che oggi è oggetto di crescente rilettura critica.

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, la società si trasformò in catena di grandi magazzini, con punti vendita in tutto il Paese. Nel corso del XX secolo pubblicò anche calendari annuali illustrati con dipinti dedicati ai momenti salienti della propria storia aziendale.

Proprio diverse di queste immagini sono apparse nel catalogo di Heffel, evidenziando come la comunicazione commerciale potesse tradursi in autentica produzione artistica.

Quali opere dei calendari storici hanno segnato l’asta?

Tra i dipinti legati ai calendari HBC spiccava l’opera di Frank Hans Johnston Discovery of the Coppermine River by Samuel Hearne, tratta dal calendario del 1923.

Questo lavoro, che celebra l’esplorazione del fiume Coppermine, ha raggiunto 85.250 dollari. Un altro risultato significativo è venuto da Hudson’s Bay Company York Boats at Norway House di Walter Joseph Phillips, aggiudicato per 157.250 dollari.

Un contributo più recente, ma molto riconoscibile nella cultura visiva canadese, era Bay Watch (2011) di Charles Pachter. Il dipinto presenta una figura di alce in riva a un lago, immagine che condensa un’idea quasi iconica del paesaggio nazionale. L’opera ha realizzato 181.250 dollari, confermando l’appetito del mercato per soggetti capaci di unire ironia e identità canadese.

Quali record d’asta sono stati stabiliti?

La vendita ha inoltre fissato nuovi record per alcuni artisti. Per Charles Comfort, l’opera Barnston and Ballantyne at Tadoussac (1846) ha raggiunto 571.250 dollari, segnando un massimo storico per l’artista. Un risultato analogo ha riguardato Adam Sherriff, per il quale Chief Trader Archibald McDonald Descending the Fraser (1828) è stata aggiudicata a 361.250 dollari.

Nel complesso, i prezzi ottenuti indicano una domanda solida per opere che intrecciano storia economica, esplorazione e costruzione del mito coloniale. In confronto ad altre vendite dedicate alla pittura canadese, la presenza di un forte filo narrativo legato alla HBC ha contribuito a rafforzare l’appeal dei lotti.

Cosa accadrà al resto della collezione e alla carta reale?

La collezione della HBC comprende in totale circa 1.700 opere d’arte e circa 2.700 oggetti storici. Saranno messi in vendita attraverso una serie di aste programmate fino alla fine dell’anno, seguendo una strategia di graduale immissione sul mercato.

In questo modo si punta a massimizzare l’interesse dei compratori nazionali e internazionali, evitando un’offerta eccessiva concentrata in un solo evento.

Il bene più conteso resta però la carta reale con cui Carlo II autorizzò nel 1670 la creazione della compagnia. Diversi milionari canadesi sarebbero in competizione per acquistare il documento, con l’obiettivo di donarlo successivamente a un’istituzione pubblica.

Questo scenario mette in luce il delicato equilibrio tra il valore di mercato di tali testimonianze storiche e la loro rilevanza per la memoria collettiva nazionale.

L’articolo è stato pubblicato per la prima volta il 17 ottobre 2025 e aggiornato il 20 novembre 2025 alle 9.50, per includere i risultati completi dell’asta e contestualizzare meglio la dispersione della collezione HBC nell’attuale fase di mercato.

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