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Digital Art Awards di PhillipsX e HOFA, 32 pionieri dei new media

Digital Art Awards è un premio lanciato da PhillipsX e HOFA. È dedicato completamente all’arte digitale. A seguire per celebrare il premio ed esporre i lavori dei finalisti è stata concepita una mostra collettiva presso la sede londinese di Phillips, tenutasi dal 16 al 22 maggio 2025. Il comitato per il premio Phillips ha selezionato 32 pionieri dell’arte digitale, sia rinomati che emergenti con la mission di indagare l’intersezione tra arte contemporanea e tecnologia. Il premio e quindi la mostra sono suddivisi in 4 categorie: Immagine fissa, Moving Image, Experiential e Innovazione.

Ognuno dei quattro vincitori di categoria riceverà una commissione di 10.000 dollari dai finanziatori del Digital Award, Hivemind Capital Partners, a sostegno dello sviluppo di una nuova opera che verrà poi esposta nel corso della programmazione di HOFA.

Tra gli altri partner figurano ApeChain, piattaforma globale per la prossima generazione di creatori e promotori culturali, e la banca di criptovalute Amina.

Vincitori e finalisti, la mostra da Phillips Londra

Award Winners – Operator, Chief Nixiwaka of the Yawanawá tribe and Maya Petrić (Courtesy of HOFA)


Tra i finalisti dei Digital Art Awards, la mostra include Emily Xie, Kevin Absoch, Six n Five, Niceaunties, Sasha Stiles, Damien Bénéteau, Cem Sonel & Ramazan Can.

I vincitori sono Operator, Deecay, Maya Petrić e Zach Lieberman. A ritirare il premio speciale “Industry Award” era presente invece Nixiwaka, capo della tribù Yawanawá.

‘Encounters’ Exhibition, Yawanawá & Refik Anadol, ‘Winds of Yawanawá’, Scorpios Mykonos, 2023 (Fotinos Bakrisioris)

Winds of Yawanawá è un’opera nata, infatti, dalla collaborazione tra Refik Anadol e la comunità indigena Yawanawá del Brasile. L’installazione immersiva si nutre della trasformazione, operata dall’Intelligenza artificiale, dei dati ambientali provenienti dalla foresta amazzonica. Le immagini riprendono il bagaglio visivo degli artisti Yawanawá Nawashahu e Mukashahu. Anadol ha affermato: “un futuro brillante è radicato nella saggezza ancestrale”.

Le 4 categorie del Digital Art Awards

KEKE, Silk Art House and Max Patte, Courtesy of HOFA and Digital Art Awards

Categoria Immagine fissa
Emily Xie – composizioni algoritmiche ispirate alle tradizioni tessili e alle forme architettoniche.
Kevin Abosh – opere concettuali che esplorano l’identità e il valore nei media digitali e fisici.

Moving Image
Six n Five – un artista AI decentralizzato governato da una comunità globale, che sfida le nozioni di paternità e agenzia creativa.
Niceaunties – video generati dall’intelligenza artificiale che riflettono sulla memoria, la femminilità e la vita quotidiana.

Experiential
Operator – installazioni immersive che fondono performance, sorveglianza e interazione spaziale.
Sasha Stiles – poesia AI attraverso la pagina e lo spazio, fondendo il linguaggio umano e la logica della macchina.

Innovation
Damien Bénéteau – sculture di luce cinetica che trasformano la logica digitale in forma ottica e meditativa.

Deecay, vincitore dei Digital Art Awards

Digital Art Awards, Deekay, Hands of time, 2024

Animatore digitale che trae ispirazione dai giochi retro. Con un background di 10 anni come motion designer presso aziende rinomate come Google e Apple, ora è artista a tempo pieno. L’opera Hands of time (animazione di 30 secondi) parte dalla sensazione che l’artista provava giocando a video-game o disegnando. L’animazione mostra un piccolo personaggio che si arrampica sull’Albero della vita prima gattonando poi diventando adulto, passando varie fasi biologiche fino alla vecchiaia.

Maja Petrić 

Digital Art Awards, Maja Petric, Specimens of time, Hoh Rain Forest, 2025

Maja Petrić, artista croata, è vincitrice del Lumen Prize.
La sua installazione scultorea Specimens of Time: Hoh Rain Forest (2025), parte della serie Specimens of Time. Ha la forma di un cubo che pulsa di luce per convogliare dati climatici in tempo reale.


Zach Lieberman

Zachary Lieberman, ‘Ripple Studies’, 2024, Java Script_Glsl, 10098 x 12617 pixels (Courtesy of the Artist & HOFA)

Crea opere d’arte attraverso la scrittura di software ed è co-creatore di openFrameworks, un toolkit open source in C++ (linguaggio di programmazione) per il coding creativo. Ha contribuito a co-fondare la School for Poetic Computation, una scuola che esamina le possibilità liriche del codice.

L’opera tra live performance, coreografia e codice di Operator 

Operator, ‘Human Unreadable’, 2025 (Courtesy of HOFA and Digital Art Awards)

Operator sono un duo composto da Ania Catherine (nata nel 1990, USA) e Dejha Ti (nata nel 1985, USA). Ti ha un background di artista multimediale e tecnologa HCI; Catherine è coreografa e artista performativa. Operator porta così un lavoro complesso che unisce blockchain, coreografia e live performance. Vengono usate 400 sequenze coreografiche, mappato il corpo di più performer che si sono esibite live, raccolti i dati. Scaturisce una tecnologia output di coreografia generativa su catena.

Operator, 'Human Unreadable', 2025 (Courtesy of (Courtesy of the Artist, Ania Catherine & HOFA)
Operator, ‘Human Unreadable’, 2025 (Courtesy of (Courtesy of the Artist, Ania Catherine & HOFA)

Niceaunties per Digital Art Awards

niceaunties

L’artista sostiene che il suo lavoro rispecchi l’intersezione tra identità culturale, narrativa speculativa e innovazione digitale. Le “ziette” sono un “archetipo sociale radicato nella vita quotidiana ma spesso trascurato o travisato”. Niceauties le rimette al centro della scena, prospettando economie immaginarie, paesaggi urbani e futuri ecologici. Inoltre, vuole sfidare la percezione convenzionale “dell’invecchiamento, dei ruoli di genere, del consumismo e della responsabilità ambientale”. Così grazie a immagini generate dall’IA vediamo una vecchietta che naviga su una zattera di bottiglie di plastica e mondi distopici ma non così lontani dalla degenerazione del paesaggio naturale. Outlet e collezioni di oggetti di plastica di cui nessuno ha realmente bisogno.

Auntlantis Vacation Landscape, 2025,

Niceaunties, ‘Auntlantis_ Day in the Life’, 2024, AI Video Animation, 3840×2160 pixels

Il lavoro di Kat Austen, una libellula che resiste al cambiamento climatico

L’opera di Kat Austen (vive tra Berlino e Seoul) è coerente con i valor etici che l’artista abbraccia. La incontro in mostra e mi colpisce subito che chieda un caffè in tazza di coccio per non sprecare la carta usa e getta. Un gesto semplice ma che restituisce la coscienza del mondo, la presa di posizione. La sua opera infatti si interroga su come la coscienza ambientale influisca sul processo decisionale.

Kat Austen, ‘How to touch a dragonfly’, 2023-4. Wall-mounted Relief Sculptures Comprising_ Aluminium, LEDS, Electronics, Laser-Cut Hanji, 3D Printed PLA, Video and Sound. (Courtesy of Studio Austen and HOFA)

Il lavoro presentato per il premio si focalizza essenzialmente sulle libellule, sul loro punto di vista in un mondo in cui il clima sta cambiando. Parte, infatti, dagli habitat degli libellule presi in Giappone e in Corea. La stessa opera è stata esposta in Asia come una grande installazione-ecosistema, una cupola all’interno della quale si cammina. Entrando nell’occhio della libellula vediamo tanti esagoni, ciascun modulo LED riproduce un pixel del video. Ogni esagono è realizzato a mano con l’hanji, una carta di gelso tradizionale. La carta è stata realizzata dagli artigiani di un museo del patrimonio culturale in Corea. I fotogrammi rappresentano l’ombra di alcune parti dell’anatomia della libellula – le ali, una zampetta, il torso. Ogni esagono scultoreo è abbinato a una fotografia di paesaggio come un terreno agricolo di Hokkaido, nel nord del Giappone, o Cheongsando, area protetta dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura.

Altre opere in mostra

Ana Maria Caballero presenta Unraveling un volume 1:1 che consiste in una singola copia. Una singola poesia stampata per tutte le pagine del libro. Vuole essere una riflessione su come valutiamo la poesia nella società contemporanea. Il libro diventa un oggetto scultoreo e ha un gemello digitale in cui è presente ciò che manca alla carta stampata: la voce. In tal modo sfruttando la tecnologia mediatica la poetessa può infondere il modo in cui vorrebbe il suo venga recepito. L’artista ragiona inoltre su come sia cambiato il modo di tracciare le nostre memorie, dalla parola scritta sino ai video sui social.

Ana Maria Caballero, ‘Unraveling’, 2024, Book, 45.7 x 30.5 x 33 cm

HOFA è una galleria fondata nel 2012 da Elio D’Anna, Tim Slee e Simonida Pavicevic. Elio D’Anna ha affermato: “Tra centinaia di candidature internazionali, siamo entusiasti di celebrare non solo i cinque straordinari vincitori, ma anche tutti i 32 finalisti il cui lavoro stabilisce ora un nuovo punto di riferimento per la creatività digitale”.

PhillipsX è una piattaforma di vendita dinamica gestita dal team internazionale di Private Sales della casa d’aste Phillips.

Phillips Londra, 30 Berkeley Square, London W1J 6EX
HOFA Gallery (House of Fine Art), Londra – Los Angeles – Mykonos

https://digitalartawards.io

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