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Collezione Veil-Picard rivela capolavori di Watteau all’asta Christie’s

La collezione Veil-Picard, rimasta nascosta per quasi un secolo, riemerge a Parigi con un nucleo di capolavori settecenteschi destinati all’asta da Christie’s.

Come nasce una vendita eccezionale da 5-8 milioni di euro?

Il 25 marzo 2026 Christie’s Paris porterà in asta i tesori di Arthur Georges Veil-Picard, grande collezionista francese vissuto tra il 1854 e il 1944. In catalogo figurano circa trenta capolavori della pittura francese del XVIII secolo, rimasti fino a oggi in una raccolta privata praticamente inaccessibile.

La stima globale della vendita è compresa tra 5 e 8 milioni di euro. Per il mercato internazionale dei dipinti antichi si tratta di uno dei momenti chiave del 2026, sia per la qualità dei nomi presenti sia per la perfetta conservazione delle opere.

Inoltre, la collezione offre un panorama completo della scuola francese del Settecento, da Jean-Antoine Watteau a Jean-Honoré Fragonard, fino a Hubert Robert, Élisabeth Vigée Le Brun e Gabriel de Saint-Aubin. Il nucleo è dominato da un importante disegno inedito di Watteau, destinato con ogni probabilità a catalizzare l’attenzione dei collezionisti.

Perché la collezione Veil-Picard è rimasta a lungo nell’ombra?

Per decenni queste opere sono state conservate in ambito familiare, lontano dai riflettori. Come sottolineano Pierre Etienne, vicepresidente di Christie’s France e direttore internazionale del dipartimento di Dipinti Antichi, e Hélène Rihal, responsabile dei Disegni antichi e del XIX secolo, si tratta di “opere di qualità museale […] rimaste nascoste per anni”.

Questi dipinti e disegni celebrano leggerezza, piaceri e libertà, temi centrali nel gusto rococò. Detto ciò, il loro valore non è solo estetico: la vendita è stata definita dalla casa d’aste come “l’evento tanto atteso da tutti i collezionisti in cerca di capolavori”.

Oltre all’aspetto spettacolare, l’asta rappresenta anche un omaggio alla figura di Veil-Picard, collezionista dal gusto raffinato che privilegiava, secondo le testimonianze, le “immagini meravigliose”. Questo criterio coerente di scelta ha contribuito a creare un insieme oggi riconosciuto come di rilevanza storica.

Cosa rende unico il disegno ritrovato di Watteau?

Tra la ventina circa di fogli in catalogo spicca un disegno ritrovato di Jean-Antoine Watteau, già al centro dell’attenzione critica. L’opera, eseguita a sanguigna con rialzi in gesso nero su un grande foglio, è intitolata Homme debout tenant une guitare sous le bras gauche e rappresenta una figura maschile in costume, colta in una posa teatrale.

Fino ad oggi il disegno era noto esclusivamente attraverso il catalogo ragionato dei disegni di Watteau pubblicato nel 1996, dove appariva solo in riproduzione in bianco e nero e veniva indicato come proveniente da una “collezione privata inaccessibile”. La ricomparsa sul mercato di questo foglio, quindi, modifica concretamente il corpus grafico dell’artista.

L’artista torna qui su uno dei suoi temi prediletti, quello dei musicisti. Più precisamente, si tratta di un attore della Commedia dell’Arte, la cui attitudine e postura rimandano direttamente al celebre Pierrot conservato al Louvre. Tuttavia, la scala del foglio e la forza del tratto conferiscono al soggetto un’immediatezza rara anche nell’ambito dell’opera di Watteau.

La stima compresa tra 600.000 e 800.000 euro riflette sia la qualità del disegno sia la sua eccezionale rarità sul mercato. Nel contesto della collezione Veil-Picard, questo foglio appare già come il lotto di riferimento per i collezionisti più esigenti.

Quali dipinti di Fragonard e degli altri maestri saranno in asta?

Figura centrale per il collezionista, Jean-Honoré Fragonard occupa un posto di primo piano nella vendita. Cinque suoi dipinti saranno proposti, a conferma del ruolo decisivo che il pittore ebbe nella formazione del gusto di Veil-Picard.

Tra questi spicca L’Heureuse Famille, considerato dagli storici come il primo esempio di una serie di composizioni affini. L’opera, nota anche con i titoli Jeune couple contemplant un enfant endormi, Le Retour au logis o La Réconciliation, è stimata tra 1.500.000 e 2.000.000 di euro e figura tra i lotti più attesi insieme al disegno di Watteau.

Accanto a questo capolavoro, il catalogo include La Petite coquette, nota anche come La Lorgneuse, con una valutazione compresa tra 400.000 e 600.000 euro. L’opera si distingue tanto per la qualità pittorica quanto per la prestigiosa provenienza, che comprende il conte de Pourtalès, importante collezionista dell’Ottocento.

Completa il gruppo fragonardiano Femme à la colombe, stimata tra 200.000 e 300.000 euro e già appartenuta alla famiglia Rothschild. Inoltre, la presenza di più opere dello stesso maestro in una singola asta permette confronti diretti di stile, raramente possibili sul mercato odierno.

Quali altri capolavori del Settecento francese emergono dalla raccolta

Oltre a Watteau e Fragonard, la vendita riunisce diversi capolavori di altri protagonisti del XVIII secolo. Tra questi si segnala Le Déjeuner de Madame Geoffrin di Hubert Robert, con stima su richiesta, che offre una testimonianza vivida della vita mondana parigina e dei famosi salotti illuministi.

Nel catalogo figura anche L’Académie particulière di Gabriel de Saint-Aubin, con una stima tra 150.000 e 200.000 euro. Inoltre, è presente un importante pastello di Marie-Suzanne Roslin, Portrait présumé de Madame Hubert Robert, née Anne-Gabrielle Soos (1745–1821), su carta riportata su tela e montata sul telaio, valutato tra 70.000 e 100.000 euro.

Il nucleo grafico comprende anche due coppie di disegni di Jean-Michel Moreau, che celebrano la nascita del Delfino nel 1783. Rispetto a molte aste tematiche, questa vendita si distingue per la coerenza cronologica e stilistica, offrendo un vero e proprio compendio del gusto francese tardo barocco e rococò.

Per un raffronto con altre importanti dispersioni di collezioni storiche, si può ricordare la vendita della raccolta Rockefeller, che allo stesso modo aveva riportato alla luce opere rimaste a lungo in ambito privato.

Chi era Arthur Georges Veil-Picard e quale fu il suo ruolo nella storia del collezionismo

Arthur Georges Veil-Picard fu imprenditore e banchiere, a capo della distilleria Pernod. Iniziò a collezionare all’inizio del XX secolo da semplice appassionato, sviluppando progressivamente un gusto marcato per la pittura e il disegno francesi del XVIII secolo.

Le sue opere erano conservate nel suo hôtel particulier nella zona della Plaine Monceau a Parigi, quartiere tradizionalmente associato alle grandi famiglie borghesi e ai collezionisti. In meno di quarant’anni riuscì a riunire, secondo gli specialisti, “una collezione che conta ancora oggi a livello mondiale”.

Tramandata nella stessa linea di collezionisti e benefattori, la raccolta ha visto alcune opere confluire in istituzioni di primo piano, dal Louvre alla Reggia di Versailles fino al Metropolitan Museum of Art di New York. Tuttavia, il nucleo che oggi giunge in asta era rimasto finora inaccessibile al pubblico.

Per inquadrare il ruolo di Veil-Picard nel contesto del collezionismo francese, può essere utile confrontarlo con figure come i Rothschild, che hanno parimenti contribuito all’arricchimento delle collezioni pubbliche francesi attraverso importanti donazioni.

Qual è il significato della vendita per il mercato e per gli studi sul Settecento francese

Nel complesso, la dispersione della collezione Veil-Picard non è soltanto un evento di mercato. Essa rappresenta anche un’occasione rara per gli storici dell’arte di rivedere l’opera di maestri come Watteau, Fragonard e Robert attraverso opere rimaste fuori dai circuiti espositivi.

Inoltre, la messa in circolazione di fogli e dipinti di tale qualità potrebbe influenzare le valutazioni future del settore, fungendo da parametro di riferimento per le stime di dipinti antichi francesi. La forte domanda internazionale per i maestri del Settecento, già evidente nelle ultime stagioni, trova in questa asta un banco di prova privilegiato.

Per ulteriori dettagli sul catalogo completo e sulle condizioni di vendita è possibile consultare la pagina dedicata sul sito di Christie’s. La collezione Veil-Picard, uscita dall’ombra dopo quasi un secolo, si prepara così a scrivere un nuovo capitolo nella storia del collezionismo e del mercato dell’arte francese del XVIII secolo.

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