La collezione privata di Bing Crosby, tra arte, gioielli e memorabilia di carriera, è stata aggiudicata in asta per quasi 6 milioni di euro a New York.
Quanto ha realizzato l’asta dedicata alla collezione di Bing Crosby
La vendita dedicata alla collezione del cantante e attore americano Bing Crosby, nato nel 1903 e morto nel 1977, si è svolta nella nuova sede di Sotheby’s al Breuer Building di New York. L’incanto ha totalizzato quasi 6 milioni di euro, equivalenti a circa 6,7 milioni di dollari, superando leggermente le aspettative della vigilia.
L’asta comprendeva circa 200 lotti, tra dipinti, arredi, gioielli e oggetti di scena.
Il risultato complessivo ha superato la stima pre-vendita di 6,3 milioni di dollari, segnalando un forte interesse dei collezionisti per l’universo privato della star di “White Christmas”.
Inoltre, circa due terzi dei lotti sono stati aggiudicati oltre la parte alta della forchetta di stima. Questo dato conferma una domanda sostenuta per i materiali legati alle icone del cinema e della musica del Novecento, in linea con quanto osservato anche in altre vendite tematiche recenti.
Quali opere d’arte sono state aggiudicate alle cifre più alte?
Tra i lotti di punta figurava il dipinto “On the Moors” (1914) di Alfred James Munnings, soggetto equestre con cacciatori a cavallo. L’opera è stata venduta per 1,2 milioni di dollari, pari a circa 1 milione di euro, segnando uno dei prezzi più elevati dell’intera sessione.
Accanto al lavoro di Munnings, spiccavano due opere di Charles Marion Russell dedicate al mito del West americano, aggiudicate complessivamente per quasi 1 milione di dollari. Tuttavia, la collezione non si limitava all’arte statunitense fra Otto e Novecento.
Un altro highlight era il dipinto di Pierre-Auguste Renoir intitolato “Paysage d’après Corot” (1898). Il lavoro è stato battuto a 317.500 dollari, pari a circa 270.535 euro, collocandosi in una fascia intermedia rispetto ai top lot ma confermando la presenza di firme impressioniste nel nucleo raccolto dall’artista americano.
Che ruolo hanno avuto gioielli e oggetti personali?
Accanto ai dipinti, un capitolo significativo della vendita riguardava la collezione di gioielli e oggetti legati alla vita privata della famiglia di Bing Crosby. Molti lotti provenivano dalla villa in stile normanno vicino a San Francisco, dove l’artista si era trasferito all’inizio degli anni Sessanta, e riflettevano il gusto eclettico dell’epoca.
Sebbene i riflettori fossero puntati sui dipinti, la presenza di arredi storici e pezzi decorativi in stile barocco italiano, Tudor e Luigi XV ha attirato collezionisti attenti all’antiquariato europeo. Nel complesso, la varietà tipologica dei lotti ha contribuito a rendere la sessione appetibile per segmenti di pubblico diversi.
Quali memorabilia di carriera sono state più contese
Una sezione di forte richiamo riguardava i memorabilia legati alla carriera di Bing Crosby. Tra i pezzi più evocativi figurava l’abito da sera in avorio con collo di pelliccia indossato dalla moglie Kathryn nello special natalizio del 1966. L’abito è stato venduto per 1.534 dollari, quasi il doppio della stima massima.
Un elmetto utilizzato da Crosby nel film “Road to Zanzibar” (1941) ha raggiunto 5.334 dollari, a conferma dell’interesse per i cimeli direttamente connessi alla produzione cinematografica. Inoltre, questi risultati si collocano in linea con il crescente mercato globale dei props di Hollywood, documentato anche da piattaforme specializzate come house d’asta dedicate al cinema.
Notevole anche il risultato del pianoforte a coda inglese dell’Ottocento, aggiudicato per 95.250 dollari. Lo strumento proveniva dalla residenza californiana della famiglia e rappresentava uno dei fulcri musicali della casa. In contrasto con altri arredi, ha spuntato un prezzo nettamente superiore alla media degli oggetti decorativi.
Cosa raccontano gli arredi e le opere sul gusto di Crosby?
Gran parte dei lotti era legata alla villa nei pressi di San Francisco, residenza principale di Bing Crosby dagli inizi degli anni Sessanta. Arredi in stile barocco italiano, Tudor e Luigi XV disegnavano un interno dal gusto storico e scenografico, lontano dalle linee minimaliste contemporanee.
Inoltre, la presenza di numerose opere a soggetto equestre o western evidenziava la passione dell’artista per la vita da cowboy. Non a caso la collezione comprendeva lavori di Herman Wendelborg Hansen e commissioni a Reynolds Jones, che dialogavano idealmente con quelli di Russell.
Fra questi, spiccava un disegno di Jones che ritrae Crosby a cavallo nel ranch di famiglia, venduto per 2.794 dollari. Detto ciò, il nucleo mostra come il collezionismo della star combinasse un forte radicamento nella cultura americana con un interesse per le scuole europee dell’Ottocento.
Qual è il significato di questa vendita per il mercato delle celebrity?
Nel complesso, l’asta dedicata a Bing Crosby conferma la tenuta del mercato legato alle grandi icone dell’intrattenimento del XX secolo. Il superamento delle stime in circa due terzi dei lotti indica una domanda solida e trasversale, che unisce appassionati di cinema, musica, arte e design storico.
Inoltre, l’esito positivo della vendita si inserisce in una più ampia tendenza delle case d’asta internazionali a valorizzare collezioni private di figure celebri.
Operazioni analoghe hanno riguardato, negli ultimi anni, le eredità di musicisti e attori storici, come evidenziato dai risultati monitorati da analisi specializzate sulle aste.
Per il pubblico, simili aste offrono la possibilità di acquisire non solo opere d’arte e oggetti d’epoca, ma frammenti di una narrazione biografica. Per il mercato, rappresentano invece test significativi sulla capacità delle celebrity del passato di generare ancora oggi valore economico e simbolico.

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin.
Precedentemente è stata un’autrice di diversi magazine crypto all’estero e CMO di Eidoo. Oggi è anche co-founder e direttrice di Econique e della rivista Cryptonomist. E’ stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes.
Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro “NFT: la guida completa’” edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamati The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.



