Le aste di marzo da Sotheby’s Londra si aprono con uno storico white glove sale, ovvero il sold out, 100% di venduto, che rafforza il ruolo della capitale nel mercato europeo di arte moderna e contemporanea.
Come si è aperta la settimana di aste di Sotheby’s a Londra?
La settimana più attesa del mercato europeo ha preso il via con una dimostrazione di forza che ha dissipato ogni incertezza. La Modern & Contemporary Evening Auction di Sotheby’s Londra, che il 4 marzo ha inaugurato la stagione, ha totalizzato 131 milioni di sterline (circa 176 milioni di dollari).
Il risultato si è collocato nella fascia alta delle stime e ha segnato un aumento di +110% rispetto alla vendita di marzo 2025. Tuttavia, il dato più significativo non è stato solo il totale, ma il fatto che ogni lotto sia stato aggiudicato, firmando uno storico white glove sale.
Un esito simile non si vedeva da anni in una vendita di arte moderna e contemporanea multi-consignment nella capitale britannica. Inoltre, l’asta ha mostrato come il pubblico internazionale sia ancora disposto a competere in modo deciso quando la qualità delle opere è percepita a livello museale.
Qual è stata la risposta del mercato internazionale?
Le offerte sono arrivate da 40 paesi, con oltre 6.000 visitatori alla preview e pi� di 300 persone in sala. Questo ha evidenziato una domanda ampia e geograficamente diversificata, elemento cruciale in una fase di mercato prudente.
Come ha sottolineato Alex Branczik, Chairman of Modern and Contemporary Art di Sotheby’s a Londra: “In ventidue anni da Sotheby’s a Londra non avevamo mai avuto una white glove sale multi-owner nel mio dipartimento”. Secondo Branczik, il risultato testimonia la qualit� delle collezioni e delle opere affidate alla casa d’aste.
Tale qualità, unita alla competizione tra collezionisti da non meno di 40 nazioni, conferma che il posizionamento delle opere e la provenienza restano fattori determinanti. Detto ciò, emerge anche un mercato più selettivo, meno pilotato dalla pura speculazione rispetto ad alcuni cicli precedenti.
Perché la School of London ha dominato la serata?
Il cuore pulsante dell’asta è stato il nucleo di capolavori provenienti dalla Lewis Collection, una delle presentazioni più coerenti di pittura figurativa britannica del dopoguerra mai apparse sul mercato. I quattro dipinti principali hanno raggiunto complessivamente 35,8 milioni di sterline, superando ampiamente le stime complessive.
Il momento più atteso è stato Self-Portrait (1972) di Francis Bacon, uno dei rari piccoli autoritratti eseguiti dopo la morte di George Dyer. Dopo cinque minuti di serrata competizione, il dipinto è stato aggiudicato a 16 milioni di sterline, raddoppiando la stima minima.
In questo contesto, la School of London ha registrato un vero decollo, con una domanda intensa per gli autori chiave del gruppo. Inoltre, la presenza di opere fresche di mercato e di grande intensità psicologica ha giocato un ruolo centrale nell’attrarre capitali internazionali.
Come si sono comportati Lucian Freud e Leon Kossoff?
Le performance di Lucian Freud sono apparse particolarmente solide. Blond Girl on a Bed (1987), ritratto di Sophie de Stempel, ha raggiunto 7,4 milioni di sterline, mentre il ritratto A Young Painter, al suo primo passaggio in asta dopo oltre cinquant’anni, si è fermato a 7,2 milioni di sterline.
La vera sorpresa, tuttavia, è arrivata con Leon Kossoff. Il dipinto Children’s Swimming Pool, 11 o’clock Saturday Morning, August, considerato il suo capolavoro, ha acceso una battaglia tra dieci offerenti. Stimato soltanto 600.000-800.000 sterline, ha raggiunto l’incredibile cifra di 5,2 milioni di sterline.
Il risultato di Kossoff è stato quasi sette volte la stima massima e oltre quattro volte il precedente record d’asta dell’artista. Nel complesso, questo passaggio segna un punto di svolta per la percezione del suo lavoro sul mercato internazionale, avvicinandolo ai valori dei colleghi pi� celebrati.
Che ruolo hanno avuto le provenienze e le grandi collezioni private?
La serata ha messo in luce come le provenienze solide siano oggi il vero motore degli acquisti. La sezione “Beyond the Canvas: Masterpieces from a Private German Collection” ha totalizzato 20,4 milioni di sterline, trainata da una Femme debout di Alberto Giacometti aggiudicata a 5,1 milioni di sterline, quasi il doppio della stima massima.
Allo stesso modo, il gruppo di opere Impressionist & Modern provenienti da un’altra collezione privata è stato venduto integralmente per 20,7 milioni di sterline. In questo contesto, Claude Monet con Maison de jardinier (1884) ha raggiunto 8,2 milioni di sterline, confermando l’interesse per i lavori realizzati durante il soggiorno dell’artista a Bordighera.
Rispetto ad aste meno focalizzate su collezioni d’insieme, questa struttura ha dimostrato di ridurre il rischio percepito dagli acquirenti. Inoltre, il marchio di importanti raccolte private continua a rappresentare una garanzia di qualità e selezione, elementi centrali per i collezionisti istituzionali e privati.
Qual è stata la distribuzione della domanda per fasce di prezzo e generi?
La profondità della domanda è risultata evidente lungo tutto lo spettro di prezzi e generi. Constantin Brancusi si è distinto con la scultura Une Muse, venduta a 3,6 milioni di sterline, segnalando la tenuta del mercato per la grande scultura modernista.
Il pubblico ha inoltre premiato la riscoperta di Vilhelm Hammershøi, la cui opera The Balcony, Spurveskjul – nota in precedenza solo attraverso fotografie in bianco e nero – ha raggiunto 1,8 milioni di sterline. Tale risultato indica un crescente interesse per autori nordici finora meno esplorati dai grandi collezionisti.
L’arte contemporanea tedesca ha mostrato vigore con Anselm Kiefer, la cui opera dedicata a Velimir Chlebnikov ha superato di oltre il doppio la stima massima, raggiungendo 1,4 milioni di sterline. Inoltre, questa dinamica conferma come alcune ricerche storicamente complesse possano oggi trovare un pubblico più ampio.
Che segnale arriva per la stagione internazionale delle aste?
In previsione, le aste di marzo erano considerate un test cruciale per la resilienza del settore. Sotheby’s ha fornito una risposta convincente, suggerendo un mercato meno speculativo rispetto al passato ma estremamente competitivo quando la qualità è indiscutibile.
La combinazione di rarità, storia espositiva e prestigio delle collezioni continua ad attirare capitali globali, nonostante le tensioni geopolitiche. In questo senso, la capitale britannica si conferma piattaforma chiave per intercettare la domanda internazionale di opere di livello museale.
La settimana londinese è solo all’inizio, ma il messaggio è già chiaro: quando il materiale offerto raggiunge standard museali, la domanda non solo esiste, ma può ancora rivelarsi straordinariamente aggressiva. Per ulteriori analisi sulle aste internazionali si possono consultare, ad esempio, Sotheby’s, Christie’s o i rapporti sul mercato dell’arte di Art Basel.
IMMAGINE: sotheby’s londra

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin.
Precedentemente è stata un’autrice di diversi magazine crypto all’estero e CMO di Eidoo. Oggi è anche co-founder e direttrice di Econique e della rivista Cryptonomist. E’ stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes.
Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro “NFT: la guida completa’” edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamati The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.


