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Aste da non perdere a gennaio tra arte, storia e nuovi record

Dalle antiche botteghe rinascimentali ai garage della Silicon Valley, una serie di aste d’arte di gennaio concentra occasioni uniche per collezionisti e appassionati di arte e memorabilia.

Quale disegno di Michelangelo riemerge sul mercato

A marzo 2025 la specialista Giada Damen riceve, tramite il portale online di Christie’s e la funzione “Request an Auction Estimate”, la foto di un disegno a sanguigna per una semplice valutazione.

Si tratta di un piede anonimo, di ottima qualità, caratterizzato da una cura quasi maniacale per il dettaglio anatomico. Il mittente, attuale proprietario, sa solo che il foglio appartiene alla sua famiglia dal Settecento, senza alcuna indicazione sull’autore.

Il 5 febbraio 2026, nel catalogo di “Old Master and British Drawings” di Christie’s a New York, compare un disegno attribuito a Michelangelo Buonarroti. È stato recentemente riscoperto e identificato come studio preparatorio per la Sibilla Libica della Cappella Sistina.

È proprio quel piede “senza nome” arrivato quasi un anno prima sul sito della casa d’aste d’arte. Ora il foglio viene proposto con una stima compresa tra 1,5 e 2 milioni di dollari, confermando l’importanza di questi canali digitali per le scoperte sul mercato.

Perché Krasnopevtsev trasforma il caos in natura morta?

Nelle opere di Dmitry Krasnopevtsev (1925-1995) vasi, piatti, bottiglie, tazze, conchiglie, piante e oggetti quotidiani vengono sottratti al loro contesto e rielaborati in olio su masonite.

Emblematica è la tela Natura morta con brocca, scelta da Bonhams come immagine di copertina dell’asta “Non-Conformist Art from the Soviet Union”, in programma online dal 16 al 26 gennaio. L’opera ha una stima di 30.000-40.000 euro.

La composizione, dal tono grigio e rigoroso, appare severa nell’esecuzione ma ironica nello spirito. La giustapposizione di oggetti crea una sorta di collage, dove un ordine inatteso sembra governare e neutralizzare il rischio di disordine.

In questo modo, la natura morta diventa manifesto di un universo in equilibrio, capace di tenere a bada i meccanismi del caos attraverso un sistema di relazioni visive controllate, coerente con la ricerca non conformista dell’artista.

Come il documento fondativo di Apple arriva all’asta

Due giovani visionari, il ventunenne Steve Jobs e il venticinquenne Steve Wozniak, un garage come primo laboratorio e molte ambizioni: così, cinquant’anni fa, nasce Apple Computer.

La società è destinata a trasformare l’informatica di consumo e le modalità d’uso dei dispositivi, che raggiungeranno un successo planetario. Il 23 gennaio 2026, a New York, Christie’s metterà all’incanto l’atto costitutivo della società, il contratto di partnership firmato il 1° aprile 1976.

Il documento giuridico, cuore dell’identità dell’azienda, è proposto con una stima iniziale di 2-4 milioni di dollari. Il lotto rientra nella vendita tematica “We the People: America at 250”, dedicata ai 250 anni degli Stati Uniti.

L’asta riunisce libri, documenti, opere d’arte e memorabilia che riflettono momenti chiave della storia americana. In questo contesto, il contratto di Apple assume un valore simbolico paragonabile a quello di altri atti fondativi dell’innovazione tecnologica contemporanea.

Che cosa rende speciale il grande pastello di Firmin Baes

In un grande pastello realizzato agli inizi del Novecento, Firmin Baes (1874-1943) costruisce un interno in cui la luce fa vibrare le superfici degli oggetti, generando un’atmosfera quasi sospesa.

Sembra che il pittore abbia respirato l’aria di un’altra epoca, l’età d’oro della pittura olandese, per restituirla ai suoi contemporanei con una perizia tecnica sorprendente. L’opera misura 119 x 94 cm.

Il lavoro sarà proposto dalla casa d’aste Horta a Bruxelles il 26 gennaio, come lotto 113, con una valutazione di 8.000-10.000 euro. Il riferimento alla tradizione figurativa di maestri come Michael Sweerts è evidente.

Detto ciò, la costruzione dell’immagine integra anche suggestioni fotografiche e una straordinaria padronanza del nero profondo. Il risultato è un’invenzione consapevolmente nostalgica, ma tecnicamente aggiornata al linguaggio del primo Novecento.

Quando l’imperatore Traiano finisce sotto il martello?

Un intenso ritratto scultoreo di Marco Ulpio Traiano (53-117 d.C.), sovrano simbolo della massima espansione di Roma, porta sul mercato tutta l’autorità dell’Impero.

La testa, scolpita a tutto tondo e a grandezza naturale, restituisce un’immagine composta e idealizzata dell’imperatore. Il tipo iconografico è quello cosiddetto “decennale”, fra i più diffusi nella ritrattistica ufficiale del principe.

Il trattamento a cuneo del collo indica che in origine il ritratto apparteneva a una statua completa, secondo una pratica tipica della scultura romana. L’opera si colloca nel solco della propaganda imperiale, alludendo ai grandi successi militari di Traiano.

In particolare, il riferimento è alla sua seconda vittoria sui Dalmati. Il marmo sarà presentato nella vendita di Archeologia di Pandolfini a Firenze il 28 gennaio, con una stima compresa tra 20.000 e 30.000 euro, confermando l’interesse del mercato per i ritratti di età imperiale.

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