Avevamo annunciato l’arrivo della terza edizione della fiera sud-coreana ART OnO. La manifestazione si è tenuta infatti dal 3 al 5 aprile 2026 presso il centro SETEC.
Il nome ART OnO è un acronimo che sta per «Art One and Only». L’espressione forse enfatizza l’unicità dell’opera di ciascun artista. Potrebbe anche alludere al rapporto 1:1 che si instaura spesso tra l’opera d’arte e il suo potenziale fruitore. Abbiamo notato una forte predilezione della pittura e una tendenza degli artisti a rifugiarsi nella loro interiorità, studiando gli stati psicologici dell’essere e le proprie emozioni. Inoltre, molti artisti sembrano auspicare un ritorno alla natura e a una fusione con il mondo animale.
Condividiamo la nostra selezione di stand.
Duarte Sequeira, una galleria portoghese a Seoul
Duarte Sequeira è una galleria portoghese che ha aperto una nuova sede, circa tre anni fa, a Seoul. Dal 2019, inoltre, la galleria ha stabilito un programma di residenze nella sua sede di Braga e creato un parco scultoreo con artisti del calibro di Julien Opie e Richard Long.

Tra gli artisti che notiamo in fiera, Yooyun Yang lavora con colori acrilici diluiti su Jangji — una carta tradizionale coreana fatta a mano, ricavata dalla corteccia del gelso —. Ottiene uno schermo con strati distinti e texture ricche di sfumature. Tramite scorci audaci e un piano visivo ristretto, tagliato con le spatole del pennello, trasforma ciò che conosciamo in qualcosa di spiazzante e uncanny, restituendoci il panorama psicologico dell’ansia e dell’alienazione insite nella vita contemporanea.

Nell Brookfield (Classe 1994, Londra), da parte sua, spicca per la freschezza cromatica. Ha conseguito una laurea in Antropologia presso l’University College, un master presso la Royal Drawing School, frequentato il Pratt Institute a Brooklyn, NY. Indaga l’assurdità della vita, proponendo visioni umoristiche e bizzarre tratte dalle sue esperienze quotidiane. Usa colori acrilici, olio, pigmenti naturali e pastelli. Le sue composizioni sono frutto di un taglio: realizza un’immagine più ampia da cui poi decurta una sezione. La texture dei dipinti ci invita ad accarezzarla. Il soggetto, spesso femminile, interagisce o con il suo doppio o con animali che potrebbero incarnare il ruolo di spiriti-guida. Le figure risultano delle volte dormienti o assorte in pensieri-desideri, altre volte colte in azioni semplici e simboliche. Una donna in gabbia abbraccia un cigno, bussa alle porte di una minuscola casa in fiamme, schiaccia un pesce palla o lo preme contro la propria guancia.
Nicolas Krupp: il duo Monica Studer-Christoph Van den Berg

La galleria di Basel presenta il duo Studer – Van den Berg, insieme dagli anni Novanta. Sono pionieri dell’arte su Internet in Svizzera e sono noti anche per le loro installazioni e per le stampe di grandi dimensioni, ricche di dettagli, che fondono spazi digitali e analogici in creazioni visive immersive e talvolta interattive. In Halluc osserviamo creature e pattern che cambiano in continuazione in una sorta di mandala psichedelico in continua trasformazione. L’opera video, infatti, non è in loop. Un software creato dagli artisti propone sempre nuove immagini, pescando da una miriade di input visivi e vecchie fotografie scattate in giro per il mondo dagli stessi. La coppia di creativi si chiede: cosa produrrebbe un’intelligenza artificiale in uno stato allucinatorio?

https://www.nicolaskrupp.com/artists/monica-studer-christoph-van-den-berg
Jecza Gallery
Lo stand di Jecza Gallery (Timisoara & Bucharest) è composto quasi al 100% da artisti rumeni, con l’unica eccezione di un artista albanese.
Ci soffermiamo sull’opera di due artisti. Radu Oreian (nato nel 1984 a Tarnaveni, in Romania) crea dei frammenti narrativi che si ispirano a mitologie antiche. Le sue “Molecular Painting” sono opere in formato miniaturizzato. A far pulsare la superficie ci pensano dei tocchi di pittura, coriandoli sferici che intessono di colore il racconto, altrimenti lasciato solo al filo nero del disegno.

Paul Robas (nato nel 1989 in Romania) approfondisce, attraverso il ritratto, la natura effimera della memoria e dell’esperienza umana. I quadri 25 x 30 cm sono proposti a 4.500 euro.

Artemin Gallery di Taipei

Selezioniamo la galleria Artemin per la pittura di Crystal Lupa, artista taiwanese nata in California nel 1989 e attualmente basata a Taipei. Ha conseguito la laurea in Moda femminile presso la Central Saint Martins di Londra. Si esprime tramite un linguaggio totemico e delle ambientazioni surreali che ospitano figure oniriche. I suoi soggetti misteriosi miscelano misticismo orientale e letteratura fantastica. È interessata agli stati psicologici personali e alle figure archetipiche, allo studio del sé, dell’inconscio sia individuale che collettivo. Inoltre, prende ispirazione dalla diversità etnica e gioca sulla metafora della fertilità. Le tinte scure si alternando a passaggi luminosi e sembrano scambiarsi come in un negativo fotografico. Come afferma il direttore della galleria Ben Hsiao,
SPACE SO di Seoul e la promozione degli artisti coreani


SPACE SO, fondata a Seoul nel 2017, pone gli artisti coreani al centro della propria missione.
L’artista Yeji Seok crea dei ritratti surreali in cui le figure risultano fuori scala. I corpi sono travolti da vortici d’aria, correnti o gravità e sembrano grottescamente contorti o allungati. Le pupille, dilatate in maniera esagerata, catturano lo sguardo. Seok mette in scena delle creature dotate di un’identità in costante mutamento, a seconda dell’ambiente e delle emozioni.


Sempre gli occhi sono i protagonisti delle composizioni pittoriche di Bang Soyun. L’artista lavora al sovvertimento della gerarchia tra realtà digitale e mondo fisico. Le sue opere assumono varie forme, materiali o immateriali: dipinti, video, sculture e realtà aumentata. L’artista usa soprattutto un software di modellazione 3D, creando narrazioni subalterne. Studia il processo del proprio pensiero creativo e gli algoritmi di elaborazione delle immagini basati sull’intelligenza artificiale.
Gana Art con l’opera della giapponese Kawauchi Rikako


Fondata nel 1983, Gana Art è una delle prime grandi gallerie d’arte aperte in Corea. Oltre a esposizioni in galleria, ha organizzato progetti di arte pubblica, come sculture all’aperto, opere installative e progetti multimediali per musei, resort o grandi edifici. Ha 4 sedi, 3 a Seoul e una a Los Angeles. In stand e nella sede di Hannam propone opere della giapponese Kawauchi Rikako. The Blade of The Forest Within è una serie composta da una trentina di dipinti. L’artista gioca con la stratificazione dei pigmenti e con l’incisione della superficie tramite spatola. La prevalenza del magenta contribuisce a filtrare la realtà trasformandola in una giungla mimetica. Il baccanale di creature ibride che popola la materia pittorica, di certo, non dissimula un horror vacui. Il segno è corsivo. Animali e frutta esotica, frammenti di corpi e organi, emergono nella florida vegetazione. Il campo visivo è un campo minato, eccessivamente ridondante.
Gallery Baton e i coccodrilli di Andi Fischer


Nello stand di Gallery Baton su un piedistallo campeggia un piccolo coccodrillo in bronzo, che simula però l’intaglio del legno. L’animale è dipinto di verde smeraldo ed è stilizzato come il simbolo della Lacoste. È un’opera dell’artista tedesco Andi Fischer (nato nel 1987), presente anche in galleria con una personale conclusasi l’11 aprile. Le opere di Feil Good sono sculture in bronzo o grandi tele ove animali selvatici e uccelli dividono lo spazio con il vuoto. Il colore è steso con immediatezza usando pastelli a olio e matita. Primari, gamme di verdi (per l’erba e la corazza dei coccodrilli) e blu, alternati con giallo, rosso e nero per i busti di corvi e tigri. Il suo stile è contraddistinto da una vena genuina naïve. Disegni infantili per parlare di un ritorno alla natura. Un suo lavoro 208 × 178 cm è in vendita su Artsy a $32K.
Rangi Gallery, lo spazio d’arte dalla Tanzania
Rangi Gallery è uno spazio d’arte aperto a Dar es Salaam che espone artisti Tanzani. Punto focale per lo scambio culturale nell’area, offre un porto sicuro, una piattaforma creativa agli artisti locali.
Con il programma Rangi Nyumbani Residency, la galleria mira a promuovere una cultura di esplorazione artistica, collaborazione e impatto sulla comunità, celebrando il patrimonio artistico della Tanzania e accogliendo al contempo influenze globali. È stato fondato da Lorna Mashiba Albou, figura dinamica a cavallo tra diritto e arte.

Theresia Masssawe è un’artista emergente autodidatta. I suoi dipinti solo proposti al prezzo di 800 dollari l’uno.

Valerie Asiimwe Amani (nata nel 1991 a Dar es Salaam, in Tanzania) è un’artista visiva, scrittrice e ricercatrice la cui pratica multidisciplinare si concentra sulla politica del luogo, della memoria e dell’incarnazione.
L’artista, che parteciperà alla Biennale di Venezia nel padiglione dedicato alla Tanzania, fonde mitologia e sensazioni interiori, attingendo alle cosmologie dell’Africa orientale. Esplora diverse tecniche e materiali, crea opere tessili e collage, alludendo attraverso cuciture e sovrapposizioni a sistemi geopolitici, relazioni affettive e sociali.
Collabora da molti anni con riviste di settore come Artribune, XIBT Contemporary, ArtApp, Insideart ed Espoarte, prediligendo l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali.


